Il doudou

Come molti bambini, Ayda ha un doudou dal quale è dipendente. Senza Sevinc (questo è il suo nome) la Gughi non dorme, e, fosse per lei, non se ne staccherebbe mai -cosa che, come potete vedere dalle sue condizioni , accade molto raramente. Siccome siamo terrorizzati all'idea di perderla, quando usciamo non la portiamo mai con noi, a meno che non siano implicati lunghi viaggi in macchina o giornate intere fuori di casa. Ed in quelle occasioni, stiamo più attenti affinché quel brandellino di stoffa torni a casa con noi, che nostra figlia non si perda tra la folla. Col senno di poi, è ironico che abbiamo deciso di chiamare il doudou proprio "Sevinc" (che in turco vuol dire "Felicità"). A sapere come sarebbe andata a finire dopo meno di due anni, lo avremmo chiamato "Ansia", "Terrore" o "Iochenonvivopiudiunorasenzate". Comunque. Venerdì scorso per la prima volta ho preso il treno da sola con Ayda, per andare a Bologna. Ho deciso di portare con noi anche Sevinc soprattutto perché, per praticità, al passeggino ho preferito il marsupio ergonomico. Avevo assicurato il lercio doudou ad un nastro che ho poi legato alla cinghia del marsupio. Naturalmente, l'idea, che a me pareva geniale, si è rivelata assolutamente inutile, visto che Ayda continuava a chiedermi di liberare la sua amica. Arriviamo a Bologna, e dopo aver controllato 2877 volte che Sevinc fosse ben assicurata a me (e solo mezza volta che mia figlia stesse comoda e ben coperta) scendiamo dal treno. Va tutto per il meglio. Ci incontriamo con Maria, facciamo una passeggiata tra le bancarelle della Montagnola e trovo, senza nemmeno dover spulciare, una magliettina Happiness da bimba a 50 cent. Portiamo la Gughi a giocare sulle giostrine ed a sguazzare nel fango, e facciamo una sosta in un bar carinissimo, il Naama Cafe', che Ayda ha messo sottosopra tra gli sguardi benevoli e comprensivi dei camerieri. Usciamo e stavo proprio dicendo a Maria quanto mi ci volesse proprio quella giornata, e quanto fossi felice che tutto stesse andando per il meglio, quando Ayda inzia a dimenarsi. Mentre sono lì che cerco di capire cosa sia successo, mi sento bussare sulla schiena. "Escusa" mi dice una ragazza sulla diciottina, porgendomi, un po' schifata, diciamolo, Sevinc, che si era staccata dal gruppo. "Oddio!" Le dico io, manco mi stesse porgendo un biglietto d'amore di Luca Argentero, "Grazie!" . Lei mi guarda stupita da tanto entusiasmo, ed io la abbraccio. Si, signore e signori. Fino a un paio di anni fa se avessi abbracciato una perfetta sconosciuta per le strade di Bologna, sarebbe stato in seguito all'eccessivo tasso alcolico nel sangue, invece ora dimostro sincera e affettuosa gratitudine a chi mi raccatta un pezzetto di stoffa lurido. Mi piace però pensare che quella stessa ragazzina che qualche giorno fa avrà raccontato alle sue amiche che una signora pazza l'ha stretta a se per averle restituito una pezzuola che aveva perso, fra molto anni diventerà mamma e capirà che quella piccola gentilezza ha significato ancora tante notti tranquille per una bimba. E per la sua mamma :) 
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A proposito di Instagram

Da qualche mese il mio social preferito è Instagram. Ci passo delle ore, a farmi scorpacciate di bimbi paffuti e sorridenti.
Che vi devo dire.
Sul blog ormai capito quasi per caso, non lo abbandono più che altro per romanticismo.
Facebook lo tollero sempre meno... O meglio, tollero sempre meno i post razzisti, gli ignoranti che pubblicano notizie false senza verificarne la fonte, i Grillini, gli omofobi, i nostalgici del Duce, le foto ritoccate di Gabriel Garko a torso nudo, le preghiere e quelli che chiedono like per i bambini down.
Così navigo in Instagram, a sbavare su città lontane e paesaggi da fiaba, ma anche su junk food che ti fanno alzare il colesterolo anche solo a guardarli, e mobili e complementi d'arredo che non potrò permettermi nè ora nè mai.
Ho anche stretto delle amicizie virtuali con qualche altra mamma che, come me, pubblica 850 foto del proprio figlio al giorno. 
Perchè, diciamocelo: Quando hai dei figli buoni, bravi, belli, intelligenti, geniali, dotati, come i nostri, è ovvio che passi il giorno ad immortalare le loro gesta eroiche, i loro sguardi languidi, i loro sorrisi e le loro smorfie irripetibili.
Però.
C'è un però.
Mi rendo conto di essere totalmente sciatta rispetto alle altre mamme.
Cioè, Instagram pullula di mamme che sono sempre perfettamente truccate, che si fanno un selfie al giorno davanti allo specchio con un outfit diverso (scarpe, borsa e accessori compresi) e che, soprattutto, hanno delle case da urlo.
E non mi riferisco solo all'arredamento costoso e ricercato, no.
Parlo dell'ordine e della pulizia.
Superfici bianche e splendenti. Tappeti immacolati. Vetri trasparentissimi.
Tavole imbandite e coordinate anche a colazione.
Pranzi e cene da diciotto portate tutte impiattate da far impallidire Cracco.
Candele a profusione.
Mensole piene di ninnoli senza un filo di polvere.
...E insomma. Un pochino inadeguata ti ci senti.
Il segreto di queste mamme, dicono loro, è di non aver mai smesso di essere donne, per essere mamme.
Quindi io che DONNA non mi ci sono mai sentita? Posso ancora sperare in un futuro fatto di rossetti, tacchi alti e una casa a prova di acaro? 
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Tornate sui vostri passi

Non so se sia la maternità, che rende più saggi. 
Forse, molto più semplicemente, se sei felice, realizzata e in pace con te stessa, sentimenti come odio, rancore e vendetta ti sembrano quanto di più lontano possibile.
Se siete stati così stupidi da esservi allontanati da qualcuno per semplice orgoglio, tornate sui vostri passi.
Se addirittura non ricordate nemmeno più la ragione per la quale avete smesso di parlarvi, tornate sui vostri passi.
TORNATE SUI VOSTRI PASSI.
Fatela, quella chiamata.
Inviatelo, quel messaggio.
Richiedetela, l'amicizia su facebook.
Incontratevi, anche solo per un caffè.
Abbracciatevi, respiratevi, guardatevi negli occhi.
Verrete ripagati.
A me è successo.
Ed è come se non ci fossimo mai separate.
(E non immaginate nemmeno quanto mi senta idiota per quei 15 anni di silenzio).

Cose da femmina

Questo post avrei anche potuto intitolarlo "quelle cose che noi mamme di bambine (o comunque molte di noi) siamo stanche di sentirci chiedere.

MA PERCHE' LA VESTI COME UN MASCHIETTO? Puntualmente, se Ayda non è vestita di rosa dalla testa ai piedi, incontri sempre il genio che ti dice "ma che bel bambino!". "Grazie, è una bimba" e stai tranquillo che quello/a che ti risponde "Aaaaah, scusa è che vestita così mi sembrava un maschio!" lo trovi, molto,più spesso di quanto immagini.

PERCHE' LE HAI TAGLIATO I CAPELLI? ADESSO SEMBRA UN MASCHIO! Eh, devi scusarmi se non ce la facevo proprio a sopportare di vedere mia figlia, con 40 gradi, grondare sudore ed avere perennemente i capelli sulla fronte e sulla nuca fradici. D'altra parte hai ragione: è una femmina, dovrei già abituarla ad una vita di sofferenze inutili.

PERCHE' LA FATE GIOCARE CON LE MACCHININE? Perchè, se vado in un negozio di giocattoli e mia figlia si illumina alla vista di una macchinina come succede a me con James Franco, cosa dovrei fare? Ignorarla? Dirle "cacca" e metterle in mano una bambola? 

Ma vi rendete conto che nel 2015 siamo ancora schiavi di stereotipi che manco negli anni '50? 

Stai tranquilla Gughina mia, che la tua ruspa non te la toglie nessuno.
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Meglio cambiare, nè?!

Nelle ultime settimane mi è capitato di incontrare due persone alle quali sono stata molto legata in passato.
Erano anni (e anni!) che non ci vedevamo ed entrambe mi hanno detto "Non ti avevo riconosciuta per quanto sei cambiata!".
Lì per lì ci sono rimasta un pò di merda, soprattutto perchè loro invece a me son sembrate identiche a come le avevo lasciate anni fa. 
Perfettamente fedeli anche nello stile, nella pettinatura, nel modo di muoversi e di parlare.
Invece poi ho pensato: MA MENOMALE CHE SONO CAMBIATA COSì TANTO!!! 
Menomale che mi vesto in maniera diversa. Menomale che ho tagliato i capelli, menomale che ho una borsetta di 12 kg urlante sempre attaccata al collo (in realtà adesso è un trolley, visto che cammina ma ancora mano nella mano con me). Menomale che ho qualche ruga in più e qualche piercing in meno.
Mi hanno sempre inquietato quelle donne che si pettinano, vestono e truccano alla stessa maniera dal 1998, che ti verrebbe da chiedergli se hanno uno stock di ombretto color madreperla in cantina o se non si struccano da 17 anni, Diobono.
Quelle che hanno superato i 30 eppure non si arrendono e continuano con i selfie con la bocca a culo di gallina.
Quelle che ti dicono "sei cambiata" come se fosse un rimprovero.
Perchè sicuramente la quindicenne che ero non sarebbe invidiosa della trentenne che sono oggi.
Ma è piu importante che la trentenne che sono (o meglio, che sarò fra poco meno di 4 mesi) sia fiera di se stessa.

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...Quindi è questa, la stanchezza?

Dormire tipo 12 ore di seguito, svegliarsi con calma, con i propri ritmi, stare un po' a letto a cazzeggiare col telefono, poi alzarmi e fare le mie cose in bagno con calma. Star seduta anche mezz'ora sulla tazza, sfogliando un giornalaccio di gossip, farmi una doccia lunga quanto voglio io, preoccupandomi solo del dispendio di acqua, e non che il suo scroscio possa svegliare qualcuna che dorme beata (lei sì, per 12,13 anche 14 ore di fila) nell'altra stanza. 
Avere la casa sporca e in disordine senza il terrore che qualche dirimpettaio butti un occhio in casa e chiami i servizi sociali o che tua figlia si tiri una tazza in testa. 
Andare a lavorare.
Si, perché cari miei, siamo nel 2015, ma se SCEGLI di stare a casa con tua figlia, sei comunque una privilegiata, una fancazzista, una che non vuole lavorare e preferisce stare a casa a non far niente. E mica per tutti hai il diritto essere stanca, alienata e stressata. "Eh, pensa se dovessi anche andare a lavorare!", "Beata te che puoi permetterti il lusso di stare a casa!". Certo.
Svaccarmi sul divano guardando le due serie che mi sono persa di Keeping up with the Kardashians.
Bere un bicchiere in più, che tanto domani non si lavora e posso svegliarmi a che ora voglio. 
Far fermare i pensieri che girano in testa anche mentre dormo.

Si. Ci sono dei momenti in cui penso che fare la mamma non faccia per me, mi chiedo chi me l'abbia fatto fare, rimpiango quando quasi non avevo responsabilità, lavoravo e spendevo in maniera stupida i soldi che guadagnavo, senza dover dare spiegazioni a nessuno. 
Ci sono momenti in cui mi chiedo se ho preso le decisioni giuste, attimi in cui vorrei scappare da tutto e da tutti e poter stare un paio di giorni sola, su un'isola deserta, seduta sul bagnasciuga a leggere in santa pace. (Ci sono anche giorni in cui sono così disperata da bramare una settimana in coma farmacologico, lo ammetto ). 
Ma poi ti guardo e tu mi sorridi. O mi dici "mammmma". O tutti e due insieme. E vedo i tuoi unici due dentini. 
E lo so, sembra banale e stucchevole, ma è quella la risposta a tutto. Sei tu. 
La mia vita non sarebbe potuta andare in nessun'altra direzione.
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La mamma che vorrei essere

Tra 12 giorni Ayda compirà un anno.
Provo sentimenti contrastanti al riguardo: ovviamente sono felicissima ed orgogliosa di lei, che è una bimba bella, sana, buona e felice; e di me, che amo ESSERE mamma ogni giorno di più.
Ma sono anche tanto malinconica per questo tempo ingrato che passa troppo in fretta.
Proprio in questi giorni, mi sto ritrovando a chiedermi che tipo di madre sarò, tra qualche tempo.
Quando potremo parlare e dovrò dire dei no, quando dovrò gestire crisi di pianto e capricci, quando mi dirà che mi odia, quando mi dirà delle bugie e quando ci sembrerà di parlare due lingue diverse.
Inutile dire che sotto sotto spero di poter essere una mamma così figa da non dover affrontare nulla di tutto ciò, ma siamo realistici: quando tutto è perfetto, c'è sempre qualcosa di serio che non va.
Sebbene io non abbia mai creduto troppo nelle "mamme amiche" (quelle che ho conosciuto erano e sono decisamente patetiche, non me ne vogliano) mi piace l'idea che mia figlia possa e voglia confidarsi con me. Che si senta libera di parlarmi di qualsiasi cosa, anche se sa che in un primo momento darò di matto.
Vorrei continuare ad essere affettuosa con lei anche quando le mie coccole la imbarazzeranno.
Prego di non perdere mai la pazienza e dire cose cattivissime quando sarò esausta dai suoi capricci, spero di resistere alle sue provocazioni e di non fare o dire cose che potranno, un domani, farla sentire insicura o non apprezzata da me.
Dite che sto correndo troppo, eh?
Lo so, ma è inevitabile: quando ti rendi conto che il tempo ormai vola, ti ritrovi a farti le domande più assurde.
In questo primo anno ho seguito il mio istinto, e continuerò a farlo.
Tanto con i figli qualsiasi cosa fai o dici non va mia bene, no? 
(BRAVA VALERIA! E' QUESTO LO SPIRITO GIUSTO... ;) )
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Quella volta che ho partorito

Ok, vi racconto del giorno in cui la Gughi è venuta al mondo.
Ma prima, posso fare una domanda a quelle donne che raccontano di aver dimenticato i dolori del parto? DI QUALI SOSTANZE STUPEFACENTI FATE USO? No, perché io, quelle bastonate nei reni anche dette "contrazioni", se solo ci penso mi sembra di sentirle forti e chiare.
E quando mi capita di dormire a casa dei miei genitori (dove mi trovavo quando sono entrata in travaglio) , faccio fatica ad addormentarmi perché ho l'ansia di svegliarmi nel cuore della notte con quei dolori lancinanti.
Ma andiamo con ordine.
L'11 luglio (termine previsto della gravidanza), mi sveglio alle 4 e andando in bagno mi accorgo di aver perso il tappo.
Chiamo il Centro Nascita e l'ostetrica mi dice di stare tranquilla (...cominciamo!) e di andare in ospedale per farmi controllare verso le 10.
Nell'attesa mi faccio una doccia, faccio colazione e, visto che non avevo dolori e non era una mattinata eccessivamente calda, decido di arrivare in ospedale a piedi (3 km, di buon passo).
L'osterica mi visita e mi dice che "le cose stanno iniziando a muoversi", ma non può prevedere quante ore o giorni potranno volerci ancora. E mi rimanda a casa raccomandandosi di stare tranquilla (certo, come no).
Nemmeno il tempo di arrivare a casa (in macchina, questa volta) e iniziano le contrazioni. 
Le tengo monitorate. Non sono dolorosissime ma sono regolari -ogni 10 minuti.
Dopo un paio d'ore richiamo l'ospedale dove l'ostetrica mi dice "Valeria, te lo sento dalla voce che non sei ancora vicina, mettiti tranquilla e ci risentiamo quando il dolore è più forte o si rompono le acque".
Siccome stare a letto o sul divano mi era diventato impossibile, decidiamo di uscire e andare a fare un giro da Ricci Casa (io e mio marito la settimana successiva avremmo preso possesso della nostra nuova casa).
Le contrazioni non si fermano e inizio a sentirmi un po' stanca.
Come una condannata a morte, ho un ultima, profetica voglia da donna gravida e ceno al Mc Donald's. Con due (si, due) cheeseburger, patatine fritte e Fanta (grandi, che ve lo dico affà).
Vado a letto prestissimo, per svegliarmi verso le 2 piegata in due dai dolori.
Sono insopportabili. Ogni contrazione mi toglie il fiato. Cerco di controllarle respirando profondamente, ma sopraggiunge una nausea terribile e nel giro di poco mi ritrovo in ginocchio, sul pavimento, a vomitare nel cestino della carta.
Questa volta non telefono nemmeno al Centro Nascita: io e mio marito ci vestiamo, prendiamo il borsone e andiamo in ospedale.
È una notte di luna nuova, e le due sale parto del centro nascita sono occupate. L'ostetrica in turno mi visita e mi dice che non sono ancora abbastanza dilatata per ricoverarmi, mi dice "ti faccio un tracciato e ti rimando a casa". 
È una tortura stare sdraiata mentre vengo monitorata, ma dura poco, perché dopo nemmeno un quarto d'ora mi fiondo giù dal letto perché devo di nuovo vomitare.
Ormai rimandarmi a casa è escluso: mi mettono il braccialetto, sono ricoverata; sto per partorire.
Il dolore era talmente forte che non ricordo nemmeno lo stato d'animo ed i sentimenti che ho provato in quelle lunghissime ore, che ho trascorso quasi tutte sotto la doccia.

Non dimenticherò mai però il ruolo di mio marito.
Ero sicura che sarebbe andato nel panico e mi avrebbe fatta innervosire (infatti Maria era in sala d'attesa pronta a subentrargli), invece è stato una roccia. Non ha cercato di sdrammatizzare, non ha mai dato segni di stanchezza (anche se io glielo leggevo in faccia che non ce la faceva più ed era forse più terrorizzato di me) e non si è tirato indietro davanti a niente.
Il bello del Centro Nascita, almeno per me, è proprio questo: vivere il parto come un momento intimo col tuo compagno e con te stessa, non a letto attorniata da personale sanitario che ti dice "spingi spingi". Per dirne una, io sono stata nuda tutto il tempo, perché mi sentivo così.

Comunque, a mezzogiorno spaccato inizio a sentire il bisogno di spingere. 
E, come per magia, mi sento riposata e carica di energie, convinta che ormai è fatta, un paio di spinte ed avrò Ayda fra le braccia . Povera illusa.
Passano altre due ore, con me che urlo con una voce che non sapevo di avere, prima accovacciata abbracciata a mio marito (io che per tutta la gravidanza gli dicevo "non metterti mai davanti a me!") poi "appesa" ad una liana come Tarzan.
Sono stremata. Mi sdraio per terra implorando pietà e dico la frase che tutte la partorienti, prima o dopo dicono: "non ce la faccio più".
Chiara, la meravigliosa osterica che ha fatto nascere Ayda mi propone di guardare con uno specchio, la testa della bimba.
La vedo. È lì... Posso toccarla.Troppo vicina per non farcela.
Cambio ancora posizione. Mi metto sullo sgabello olandese, con mio marito che mi tiene da dietro, per le spalle, e i piedi puntati sulle spalle della povera Chiara.
Due spinte,  un dolore indescrivibile, uno "splash" (le acque non mi si erano ancora rotte) e mio marito che dice "Guardala Guardala!!!".
Erano le 14,05 del 12 Luglio, e la mia Gughina era tra le mie braccia, e, senza piangere , mi guardava con i suoi occhietti curiosi.
Siamo rimaste attaccate col cordone ombelicale ancora per un'ora. Niente distacco immediato, niente bagnetto o tutine scomode da infilare. Solo io e lei strette strette sotto un lenzuolo, pelle contro pelle.
Ricordo alla perfezione cosa pensavo in quei momenti. Pensavo "ah, allora è questo l'amore!". 
L'ho pensato e lo penso ogni volta che la guardo, da 298 giorni. Ora più, ora meno.


P.s.
Facendo il travaglio in piedi, e partorendo in quella posizione assurda, non mi sono lacerata, e dopo un'ora dal parto mi sono fatta una bella doccia, ho pulito la sala parto e me ne sono andata in reparto sulle mie gambe.
Prima di scegliere l'epidurale, ascoltate , valutate, pensate soprattutto al dopo! 
E, ancora una volta: SEGUITE L'ISTINTO!
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Sono MAMMA!

Oggi la mia Gughina compie 9 mesi. E mi sono resa conto di non aver ancora scritto di lei qui sul blog. Per i nostalgici che ancora passano di qui, vi racconto chi è Ayda, e chi sono diventata io: una mamma.
Ayda è nata sabato 12 luglio alle 14.05 dopo un travaglio e parto che meriteranno un post a parte, prima o poi. 
Da subito è stato chiaro che fosse identica a mio marito, da qui il soprannome di Gughina, Gughi per far prima (opera di mia madre).
Appena nata non ha pianto. Ha guardato me e il suo papà con i suoi occhietti curiosi e si è quasi subito riaddormentata. 
Siamo rimaste attaccate tramite il cordone ombelicale per un'ora dopo la sua nascita; la guardavo arrampicarsi sulla mia pancia fino al mio seno e mi chiedevo se non fosse tutto un sogno.
Non so che mamma sono.
Non credo che esistano "mamme da manuale". 
Qualcosa ho letto, dalla gravidanza ad adesso: libri, riviste, articoli su internet e i forum. 
Ecco, future mamme, che magari siete capitate qui googlando, vi prego: STATE LONTANE DAI FORUM. Pullulano di super mamme che hanno la risposta a tutto (e vi faranno venire, a seconda dei casi, l'ansia o l'orticaria) e di mamme piene di paure e di paranoie tali da farmi seriamente sospettare che si tratti di troll.
Non fatevi riempire di consigli non richiesti, non abbiate paura di mandare a quel paese l'amica che a malapena riesce a prendersi cura di una pianta grassa e che improvvisamente ha opinioni e nozioni da dispensare spaziando dalla pedagogia al baby proofing. 
Affidatevi all'istinto.
Una mia amica virtuale, mentre ero incinta e piena di dubbi, una volta mi disse "pensa agli animali: loro non hanno manuali e non possono chiedere consigli a nessuno. Eppure quando partoriscono si prendono perfettamente cura dei loro cuccioli".
Questo era il consiglio di cui avevo bisogno, e spero di illuminare qualche altra futura mamma che si sta chiedendo "ce la farò?" , "allattamento a richiesta o fisso?", "ciuccio si o no?", "co-sleeping o ognuno nel suo letto?".
Io ho fatto tesoro di quel consiglio.
Già dalla gravidanza. Ho sempre ascoltato il mio corpo. Ho passato giornate intere a letto (grazie ai miei genitori, me lo sono potuta permettere), perché mi sentivo di farlo. 
Non mi sono mai fissata con le dimensioni e il peso di Ayda. Ad ogni visita mi limitavo a chiedere se andasse tutto bene, e questo mi bastava.
Ho scelto di partorire al Centro Nascita perché non volevo lo stress dei tracciati, perché volevo sentirmi libera di muovermi e mettermi in qualsiasi posizione volessi durante il travaglio ed il parto.
Ed anche con l'arrivo della Gughi ho continuato ad affidarmi al mio istinto materno.
Ripeto, non so che tipo di mamma sono, ma posso affermare con assoluta certezza che mia figlia è una bambina meravigliosa.
Non passa giorno che non mi chieda cosa ho fatto per meritarmi un simile miracolo.
È sana ed ha una salute di ferro.
È sempre allegra e sorridente. È curiosa, chiacchierona (ha detto il suo primo "ciao" a 40 gg... Ho un video che lo testimonia) , ma anche tanto, tanto buona e brava.
Ha sempre dormito di notte. 
Addirittura, la prima notte in ospedale, l'estetica è dovuta venire a svegliarci per farla attaccare al seno, perché noi ce la dormivamo alla grande .
Le piace andare in giro, ama i viaggi in macchina e i cani(che sono tutti "Pablo") . Da un mese e mezzo ormai si tiene in piedi, le e' spuntato il suo primo dentino cinque giorni fa ed è una fan sfegatata di Bruno Mars.
Non so se avete mai sentito quella legenda secondo la quale sono i bimbi che, sulle nuvole, scelgono le famiglie in cui arrivare.
Beh, io ci credo. Mi piace pensare che la mia bimba mi abbia scelta.
Anche se ancora non capisco perché.


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32 settimane di gravidanza... e sentirle TUTTE!!!

Sono già passate 6 settimane dall'ultima volta che ho aggiornato il blog.

Molte cose sono cambiate e molti chili si sono aggiunti nella mia vita (siamo alla soglia degli 80...).

La pancia è lievitata, Ayda è già in posizione da qualche settimana e nonostante adesso cominci a star stretta, non perde occasione per assestarmi dei bei calci nel costato o nello sterno o piantarmi i piedini santi sullo stomaco.

Sono giunta ormai quasi all'ultimo mese di gravidanza (mancano 52 giorni al termine), quindi concedetemi qualcuna delle mie geniali riflessioni.

La gravidanza è sì un momento unico e affascinante nella vita di una donna, durante il quale impari a conoscere il tuo corpo come mai prima; ma non mi venite a raccontare che è l'esperienza più bella che vi sia mai capitata.

O meglio, se per voi è stato così, sono felicissima per voi, vi invidio parecchio e un pò anche vi odio, perchè io tutta questa magia, questa pace dei sensi che ho tanto sentito decantare da amiche e perfette sconosciute che come me affidano i loro pensieri ad internet, beh, non le ho provate.

Ovvio: ogni volta che l'ho vista nello schermo dell'ecografo è stato un momento irripetibile che penso mi passerà davanti agli occhi quando starò per morire.

Il battito del suo cuore è e sarà sempre il mio suono preferito.

Il primo calcio è stato un tuffo al cuore, pari solo a quello che ho provato la prima volta che ho visto mio marito.

Però, per quel che mi riguarda, la gravidanza è una gran seccatura.

Il seno dolorante nelle prime settimane, la nausea fino al quinto mese, immediatamente sostituita da bruciore di stomaco e reflusso, i chili in più che pesano giorno dopo giorno, le gambe e i piedi che si gonfiano se non ti stendi almeno un'oretta al giorno, le notti in bianco, dolori, dolorini e doloretti vari, gli ormoni in subbuglio, la stanchezza cronica.

E poi lasciatemelo dire: tutte stè chiacchiere su quanto siano radiaose le donne in dolce attesa, che hanno una pelle stupenda, dei capelli lucenti sono delle gran balle, per quel che mi riguarda. Io ho la pelle grigiastra da ottobre e i capelli più crespi e ingestibili che mai.

Prima che chiamate gli assistenti sociali per la mia totale assenza di istinto materno, ci terrei a tranquillizzarvi.

Perchè l'aurea di pace della gravidanza ce l'ha mio marito, che mi ha stupita e continua a stupirmi giorno dopo giorno con la sua pazienza e la sua calma.

Sono 8 mesi ormai che subisce i miei sbalzi (vertiginosi) d'umore, che mi fa sentire comunque bella e desiderabile, che sdrammatizza e mi tranquillizza.

Insomma, per concludere, mi sento di darvi un unico consiglio se state pensando di avere un figlio: avete un marito che vi sospingerà per 3 piani (o più!) di scale? vostro marito avrà voglia, dopo 8 ore di lavoro, di tornare a casa e massaggiarvi piedi e gambe e sorbirsi i vostri lamenti anche se la fatica più grande che avrete fatto durante la giornata sarà stata portare i cani al parco? il vostro compagno vi guarderà mettere su peso senza giudicarvi e anzi, vi farà sempre sentire belle e desiderate? Ok: fatevi ingravidare senza problemi.

In caso contrario... beh... vi auguro di avere una gravidanza come quelle di "Non sapevo di essere incinta". :)

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La ventiseiesima settimana di gravidanza

Ieri sono entrata nella ventiseiesima settimana di gravidanza.

E ho tagliato il traguardo dei sei mesi.

O se preferite possiamo dire che mancano ancora (o solo?!) 98 giorni al termine.

Non è un periodo spensieratissimo.

Qualche settimana fa è volata in cielo una persona importantissima per me, mio nonno è ancora in ospedale e l'appartamento che stiamo aspettando che si liberi da 3 mesi ormai è ancora occupato fino a data da destinarsi...

Ma io cerco di rimanere positiva e di concentrarmi sulle mosse di kung-fu con le quali vengo ripetutamente colpita da Ayda durante il giorno e la notte... quasi come a volermi ricordare che in questo momento della mia vita, qualunque cosa accada, è LEI la priorità :)

 

Intanto la panza avanza, anche se io immaginavo che al sesto mese avrei avuto una vera e proprioa panciona, invece è più una panzetta... che cresce di pari passo con i fianchi... 

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La ventiduesima settimana di gravidanza

Girata la boa del quinto mese, ci siamo un pò preoccupati qualche giorno fa.

Ho iniziato a sentirmi la pancia che mi si induriva ad intervalli spaventosamente regolari, così siamo andati a farci un giretto al pronto soccorso.

Per fortuna nulla di che, e dopo un' umiliantissima ecografia transvaginale e un tracciato (durante il quale, ovviamente, non ho avuto nemmeno una contrazioncina O_o) mi hanno prescritto un integratore di magnesio e mi hanno informata che ho la placenta bassa... Speriamo si alzi nei prossimi mesi -come accade nella maggior parte dei casi, altrimenti ci sarà da praticare il cesareo (l'unica cosa che davvero vorrei evitare...).

Nel frattempo abbiamo deciso anche il nome della Turchina.

Si chiamerà AYDA.

Si scrive alla turca e si pronuncia all'italiana.

Vuol dire "guerriera", e speriamo con tutto il cuore che sia di buon auspicio :)

la mia panza, 22+3
la mia panza, 22+3
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La ventesima settimana di gravidanza

Da venerdì siamo nella ventesima settimana di gravidanza, ovvero a metà strada.

La scorsa settimana abbiamo fatto la morfologica e, con mia grandissima gioia, abbiamo scoperto di aspettare una bimba, e cosa ben più importante, sta benissimo, è solo un pò più grossa rispetto al periodo di gestazione.

Sto lievitando, sono a +5 Kg e li sento tutti, specialmente quando faccio le scale O_o, i vestiti iniziano a star stretti e stare seduta troppo a lungo comincia ad essere fastidioso.

Ma la mia bimba si muove sempre, la sento continuamente, e adesso capisco davvero cosa si intenda per "gioie della gravidanza".

Le gioie della gravidanza sono quei calcetti prepotenti che sembrano ricordarti che sei già mamma.

Che non sei da sola e che mai più lo sarai, comunque vadano le cose.

Che c'è un'altra vita dentro di te.

Una vita che dipende da te, ma che non sei te.

Una vita che è legata alla tua, ma non è tua.

Dovrei avere tante preoccupazioni in questo periodo, tante paure.

Eppure, riesco solo ad essere Felice.

la mia pancia, 20+1
la mia pancia, 20+1
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La diciassettesima settimana di gravidanza

Rettifico: le nausee non sono finite, anzi. Stamattina ho anche vomitato, a volerla dire tutta. Alterno ondate di nausea a fame atavica e lo stomaco brucia perennemente. 

Ieri sera ho sentito il primo calcetto vero e proprio (almeno credo... ve lo dico tra qualche settimana!), ed è stata un'emozione indescrivibile. Tra l'altro me l'ha sferrato proprio un attimo dopo che il Sultano mi ha salutata prima di andare a giocare a calcetto... Secondo lui (che è CERTO che sia un maschietto) perchè voleva andare a giocare con lui, secondo me (che ancora SPERO nella femminuccia) perchè voleva che il suo papà restasse con noi.

Intanto la panza avanza, come potete ben vedere :)  

...A proposito, secondo voi, è da maschio o da femmina? :P

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La sedicesima settimana di gravidanza

Un bambino risponde "grazie" perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è "aiutami a fare da solo".
Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele, purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo più tardi di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.
Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la lettura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.
Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.
Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.
"Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così" è una frase da non dire mai.
Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci; provate a portarlo il più possibile nella natura.
Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve, sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.
Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo, non è malvestito ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.
Un bambino pone sempre tante domande, ricorda che le tue parole sono importanti; meglio un "questo non lo so" se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi sugli specchi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.
Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore, lo legge, attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato, spiegagli perché sei triste, lui è dalla tua parte.
Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile, vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.
Quando la vita è complicata, il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.
Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre non un’amica.
Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono, onoriamolo con cura.
«Non insegnate ai bambini la vostra morale è così stanca e malata potrebbe far male /…/ Non indicate per loro una via conosciuta ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita /…/ Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all’amore il resto è niente».
(Giorgio Gaber "Non insegnate ai bambini" )

 

Sarà il mio mantra, ho deciso.

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La quindicesima settimana di gravidanza

Allo scoccare delle 15 settimane, mi sono svegliata, sabato scorso, con la panzetta :)

Va tutto bene, se non fosse che sono passata dallo svegliarmi nel cuore della notte con la nausea, ad essere svegliata dai morsi della fame.
Per fortuna che sono ancora troppo stanca ed impigrita per alzarmi a procurarmi del cibo, altrimenti avrei messo su 5 Kg in una settimana.

Invece, dall'inizio della gravidanza ho messo su 3 kg, il marsupio che vi dicevo all'inizi e, a detta di mia nonna e Maria, "due belle guanciotte".

All'inizio di questa settimana ho ricevuto un messaggio da un'amica, da poco diventata mamma, che mi ha davvero scaldato il cuore, e voglio condividerlo con voi:

 

"...Con il cuore pieno di amore ti giro le mie emozioni...goditi ogni attimo della gravidanza è un momento magico che passa in fretta ma che rimarrà per sempre nel tuo cuore come l'esperienza più intima con te stessa!"

la mia pancia, 15+2 ... si vede il marsupio? :P
la mia pancia, 15+2 ... si vede il marsupio? :P
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La quattordicesima settimana di gravidanza

Ed eccoci ufficialmente nel secondo trimestre di gravidanza.

Come per magia, appena ho tagliato il traguardo delle 14 settimane, le nausee si sono decisamente calmate e anche i crampi all'utero che hanno tristemente caratterizzato la scorsa settimana sono quasi del tutto svaniti.

La panzetta inizia a farsi vedere, ma soprattutto: sentire! No, non sento ancora i movimenti dell'erede, ma inizio a sentirmi... come dire... ripiena! :)

Inoltre ho letto che questa settimana il bimbo inizia a far la pipì! Mai avrei pensato nella vita che sarei stata emozionata ed anche un pò commossa all'idea che un altro individuo urini dentro di me!!! :D

Sono iniziati i saldi, ho fatto già qualche acquisto indispensabile (per vederlo, clicca qui) , ma il fatto di non sapere se si tratta di un bambolo o di una bimba, mi frena parecchio nello shopping... vorrei potermi sbizzarrire molto di più! E poi, che resti fra noi, volete mettere la bellezza dei vestitini da femminuccia?! Non c'è gara!!!

Un'amica oggi mi ha mandato un link con i vari "segnali" per capire se si aspetta un maschio o una femmina.

Molti li avevo già letti on line e sono VAGAMENTE maschilisti.

Per farla breve, se hai una gravidanza tranquillissima, senza nausee, malesseri e malumori, aspetti un maschio.

Più problemi e più puoi star tranquilla che hai in forno una bella pagnottella rosa (che sarebbe poi il mio caso, quindi!).

Come forse ricorderete, due settimane fa ho fatto la translucenza, ma la ginecologa non si è voluta sbilanciare sul sesso.

Questo ovviamente non mi ha impedita di andare su google e cercare la immagini di feti di 12 settimane maschi e femmine, per cercare delle somiglianze.

Quindi parte il gioco della settimana:

E' MASCHIO O FEMMINA?  

Maschio o femmina?
Maschio o femmina?
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La tredicesima settimana di gravidanza

Dicono che, nel 90% dei casi, superata la dodicesima settimana di gravidanza le nausee spariscano (o quanto meno diminuiscano) e ci si senta magicamente meglio e piene di energia.
Io, che ve lo dico a fare, appartengo allo sfigatissimo 10% : continuo a convivere con stanchezza cronica, emicrania, giramenti di testa, nausea e fastidiosissimi crampi all'utero (che leggo essere ormai delle dimensioni di un grosso pompelmo...).
Per tirarmi un po` su, vorrei cedere alla tentazione e approfittare dei saldi per fare incetta di tutine e vestitini...potendomi sbizzarrire davvero,pero`, non comprando solo cosine unisex.
 Aaaaah, cosa darei per sapere gia` se e` un o un unA Mini-Sultano!
Ma come fanno le coppie che decidono di scoprire il sesso del bimbo solo al momento della nascita?! Io avevo anche pensato di fare un'ecografia 3D a pagamento per non dover aspettare il 18 febbraio... Ma e`comunque presto e spendere 127 euro e farmi fare un'ispezione transvaginale per poi rischiare di sentirmi dire che FORSE e` una femminnuccia,ma potrebbe anche essere un maschietto, mi sembra uno spreco inutile. Per ora ;)

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La dodicesima settimana di gravidanza

Ieri (12+3) abbiamo fatto la translucenza nucale.

Il Sultano ovviamente era presente, così ha potuto vedere il suo erede "dal vivo"... pure troppo "vivo", visto che non è stato fermo un attimo e ha reso l'ecografia memorabile sia per noi, che per la dottoressa.

Vi basti pensare che attualmente deteniamo il record del consultorio in quanto a tempo ed a carta fotografica ed a gel (oltre, temo, alle imprecazioni dell'ecografista).

Ma alla fine ce l'abbiamo fatta e, grazie al cielo, va tutto benissimo.

E' sano e continua ad essere più lungo della media.

Non ci è ancora dato sapere se è un maschietto o una femminuccia, anche se, con stò profilo, inizio a sperare perfino io che sia masculo!!! :P

 

il mio feto 12+3 (trova le differenze)
il mio feto 12+3 (trova le differenze)
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L'undicesima settimana di gavidanza

Ridendo e scherzando, siamo all'undicesima settimana di gravidanza.
Il Sultano ha avuto la sua piccola consolazione per non essere stato presente alla prima ecografia: ha ascoltato il battito del cuore del fagiolino!!!
La ginecologa, un attimo prima ci aveva avvisati:“ se non dovessimo riuscire a sentir nulla,non vi preoccupate: il feto e` cosi` piccolo che sarebbe normale non riuscire ancora ad oscultarlo”.
E invece,non appena ha poggiato il dopler sulla mia pancia, eccolo!!! Pu-pum, pu-pum, pu-pum!
Un piccolo treno a vapore, proprio dentro di me.
Le nausee continuano,ma almeno sono riuscita a non mettere su nemmeno un chilo,per il momento.

Ormai non ricordo più l'ultima notte in cui sono riuscita a dormire senza alzarmi almeno una volta a fare la pipi`, il seno e` sempre più gonfio e dolorante,ma ormai mi sono abituata (o meglio, rassegnata!).
E poi, questa settimana ho mangiato il sushi... E` stato un momento quasi commovente. Sono andata da Zushi a Reggio Emilia, hanno l'abbattitore di temperatura, per cui e` sicurissimo anche per noi gravide :) Mi priverò per altri 7 mesi dell'alcol, non posso rinunciare anche al sushi!!!

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La decima settimana di gravidanza (con sorpresa!)

Lunedì pomeriggio (10+3) sono andata al consultorio per un controllo prima della della translucenza nucale.

Il Sultano era al lavoro, non gli ho chiesto di cambiare turno tanto si trattava di un semplice colloquio con la ginecologa.

Mi sono fatta accompagnare da mia mamma. E menomale!!!

Appena entro nello studio la dottoressa mi fa :- si stenda sul lettino e si scopra la pancia-.

E' un attimo.

Il gel ghiacciato sulla pancia, la sonda che preme sulla pelle e sullo schermo appare un bambolotto!!! *_*

Non è un puntino, non è un fagiolo: è proprio un bambino: IL MIO BAMBINO (O BAMBINA... la speranza è l'ultima a morire)!!! Ha il testone grosso (come il suo papà!) le gambine sottili sottili e se ne sta lì, sdraiato, di profilo.

La ginecologa mi preme un pò sulla pancia per stimolarlo a muoversi e prontamente lui (o lei) porta le manine al viso.

Come se stesse mandandomi un bacino. O fumando. Dipende dai punti di vista.

E' lungo 34,89 mm ... che è tanto, in media alla decima settimana i feti sono lunghi in media 30/31 mm. 

Ho la sua foto e la guardo continuamente.

E' bellissimo.

Cercate su internet altre immagini di ecografie di feti alla decima settimana. Non ne troverete mai uno bello come il mio.

E non lo dico mica perchè è mio figlio, eh!!! ;)

Il mio feto, 10+3
Il mio feto, 10+3
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Lettera ad Eugenio Garbari

Per chi non lo sapesse, la scorsa settimana, nel giorno del mio compleanno, il Galatasaray ha battuto la Juve 1-0 in casa, passando agli ottavi di finale in Champions League.

Questo ha ovviamente, scatenato la goliardia dei tifosi italiani.

Sono giorni che leggo (delle volte partecipando) polemiche e battibecchi sulle condizioni pietose del campo, devastato dalla neve, su Platini che non doveva lasciar disputare la partita, sugli Juventini che si lamentano perchè tutto il resto d'Italia tifava Galatasaray e ha festeggiato la sconfitta dei bianconeri, sullo staff dello stadio che, spalando la neve, avrebbe danneggiato maggiormente la zona d'attacco della Juventus.

Quest'ultima, è la teoria che sta andando per la maggiore.

Tralasciando il fatto che la zona di Muslera era verde smeraldo, immacolata e che a quel poveretto gli cadevano pure, di quando in quando, delle lastre di ghiaccio in testa, forse è vero: il campo era in condizioni pietose per entrambe le squadre, ma, vuoi per fortuna, vuoi per bravura, una delle due è riuscita a segnare e l'altra no.

Adesso, finchè si ride e si scherza tra tifosi, finchè si rimane sul campo da calcio, io non ho niente da ridire.

Ma se si passa ad affermazioni razziste ed ignoranti, che esulano dal calcio, allora mi incazzo.

Mi riferisco a tale Eugenio Garbari, che sul sito "Tuttosport", ed in seguito su facebook ha pubblicato la seguente affermazione:

 

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La nona settimana di gravidanza

Inevitabilmente, da quel 31 ottobre in cui il test di gravidanza dell'“Acqua e Sapone” mi ha detto che sono incinta, ho iniziato a frequentare (fino ad oggi solo da spettatrice) i vari forum sulla gravidanza che spopolano sul web.
Che siate in dolce attesa o meno, fateci un giro: si leggono delle cose allucinanti, e spesso e volentieri devo darmi delle bacchettate sulle nocche per non scrivere dei commenti acidi.
Mi riferisco in particolar modo a quelle donne (e credetemi, sono tantissime!) che vivono la gravidanza come se fossero in fin di vita e per le quali qualsiasi cosa e` un pericolo per il bimbo.
Non mettono lo smalto, non usano il microonde, non mangiano verdura cruda o, se lo fanno e` solo dopo averla lavata con bicarbonato E amuchina, si sbarazzano prontamente del gatto, rinunciano per 9 mesi a tutti i salumi, non usano piu` profumi o deodoranti che contengano alcool anche in minime quantita` e chi più ne ha, più ne metta.
Io grazie al cielo sono seguita da un'ostetrica tutt'altro che allarmista, ho gia` abbastanza paranoie di mio,non ho certo bisogno che me ne vengano inculcate delle nuove!
Poi, oh, magari sbagliero` io,forse certi timori non posso comprenderli perche` la mia gravidanza non e` il frutto di anni e anni di tentativi e frustrazioni; ma non voglio vivere questi 9 mesi sotto una campana di vetro, non voglio vivere male e negarmi un panino al salame se ne ho voglia e mi rifiuto di vivere la mia attesa come una malattia.
Gia` sono abbastanza fastidiose e problematiche le nausee e la stanchezza perenne e gli sbalzi d'umore, se poi devo perdere 40 minuti anche per farmi un'insalata, io a luglio non ci arrivo, ve lo dico chiaro e tondo!
Intanto l'altro ieri abbiamo tagliato il traguardo dei 2 mesi, e oggi quello delle 9 settimane... Ormai il fagiolo e` o un maschietto o una bimba (incrocio l'incrociabile).
La pancia ancora non si vede (ho la mia solita trippetta da pasta asciutta, tutto nella norma). Non mi peso da un paio di settimane,ma i pantaloni mi dicono che ho perso qualche chilo, non fatico a crederlo dal momento che la nausea mi tormenta quasi sempre durante i pasti e fosse per me mangerei solo manti, kokorec, kofte e kisir. Tutta roba turca, sempre a riprova della paternita` della creatura che ho in grembo... E tutta roba che non riesco a reperire in Italia (messaggio subliminare per gli amici turchi! :) ).

Feto alla nona settimana di gravidanza
Feto alla nona settimana di gravidanza
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L'ottava settimana di gravidanza

Dunque, le mie fonti mi dicono che in questa settimana le gonadi del fagiolo diventeranno o ovaie (SPERIAAAAAAMO!!!) o testicoli.

Sarà per questo che da qualche giorno faccio sogni assurdi, che vanno dallo splatter al comico? Chissà.

Di certo in tutti i sogni, scodello sempre un maschio. O_o

Inoltre, sempre in questi 7 giorni, appaiono i gomiti (quindi tra un pò non sarà più un fagiolo, dovremo trovargli un nome più appropriato...) e le dita dei piedi!!! *_*

Le nausee ci sono sempre, vanno a momenti, anche se le mie sono più che altro notturne (per forza poi faccio certi sogni allucinanti!).

Non vedo ancora cambiamenti nel mio corpo... E onestamente non mi sembra proprio di emenare quella luce tipica delle donne in dolce attesa, anzi!

Sono pallida come un fantasma e ho le occhiaie che mi arrivano a terra.

Mah.

 

Feto all'ottava settimana di gravidanza
Feto all'ottava settimana di gravidanza
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La settima settimana

Ieri sono entrata nella settima settimana di gravidanza.

Questo vuol dire che l'embrioncino è ufficialmente diventato un feto.

Eppure io non ho ancora preso pienamente consapevolezza di questa gravidanza, mi sembra ancora un concetto totalmente astratto.

Il seno mi fa malissimo ed è aumentato di una taglia, e da qualche giorno la nausea sta diventando sempre più fastidiosa... l'altra sera mi dava fastidio il profumo della mortadella: a me!!!

Ma aldilà di questi fastidi (che comunque, rispetto a tanti racconti che ho sentito, sono una passeggiata di salute) io non mi sento incinta.

Non ho ancora la percezione del miracolo della vita che si realizza dentro di me.

Spero che questo non vorrà dire che sarò una madre snaturata o che sia il preludio a qualche catastrofe che si manifesterà più avanti.

E in attesa della prima ecografia, mi accontento delle immaginine che trovo su internet.

Feto alla settima settimana di gravidanza
Feto alla settima settimana di gravidanza
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La mia (dolce?) attesa

Ordunque: Sono incinta.

Nel 2009, subito dopo il mio primo giorno di tirocinio in sala parto scrissi un post (per leggerlo, clicca qui) nel quale, sconvolta e incredula da quello che avevo appena vissuto, mi chiedevo cosa spingesse una donna a farsi ingravidare.

Questo continuo a non saperlo, perchè non è che mi sia messa a calcolare i giorni dell'ovulazione, non mi sono messa con le gambe all'aria e il cuscino sotto il sedere dopo i rapporti sessuali, non fatto delle maratone di sesso programmato.

Anzi.

Se avessi dovuto programmare l'arrivo della cicogna, non avrei potuto pensare ad un momento peggiore per essere gravida.

Ma se ho capito una cosa, in questi mesi, è che è inutile programmare l'andamento delle cose: la vita conosce la strada da prendere, ed è SEMPRE la migliore!

Per cui sto affrontando questa nuova, meravigliosa avventura del tutto impreparata (se non per quelle maledette 3 settimane in sala parto), forse con tanta incoscienza ma con una certezza: sono felicissima di quello che sta accadendo dentro di me. E non vedo l'ora che sia luglio.

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I miei luoghi comuni sulla Grecia

Avanti, lo facciamo tutti: Stiamo in un posto 2/3 giorni e lasciamo che quelle poche ore saranno quello che racconteremo in giro, x i prossimi anni, a parenti e amici che ci chiederanno consigli di viaggio, e saremo davvero convinti di aver capito tutto di quel luogo e dei suoi abitanti.
Ho deciso di non essere da meno.
Dopo aver trascorso 76 ore esatte tra Thessalonikki, Epanomi, Kavala e poi giu` ad Igoumenitsa sono fiera di essermi costruita i miei personali luoghi comuni sulla Grecia. Eccoli:
- In Grecia non c'e` nemmeno un Mc Donald's.
- Ai greci non piace la maionese, ma solo ketchup e senape.
- I greci sono degli automobilisti educati e civili, meglio di svizzeri e tedeschi (luogo comune nel luogo comune...).
- in Grecia ci sono più uomini che donne (questo luogo comune e` del Sultano)
- Nei bagni pubblici greci alle porte mancano le serrature (4 bagni su 4, credo che questo sia il luogo comune meglio fondato).
- Ai greci non piace andare da Ikea.
- Alla radio non passano quasi mai canzoni straniere.
- In Grecia non esiste MTV.
- I greci sono molto cordiali con gli italiani e molto scortesi con i turchi.
- In Grecia tutto costa meno che in Italia.
- Ai greci non piace usare carte di credito e bancomat.
-In grecia ci saranno al massimo un paio di benziani che vendono il GPL (e pensate che fortuna: li abbiamo trovati noi!!!).
- La domenica e` sacra: non ci sono negozi aperti (eccezion fatta per qualche Lidl).

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Karma is Karma

L'estate è agli sgoccioli, ma non è mai troppo tardi per ribadire un concetto che mi sta a cuore: Voi che avete abbandonato (o abbandonerete) i vostri cani, gatti, criceti, pesci rossi e affini, ricordatevi che esiste una cosa chiamata "karma" che è pronto a tornarvi a tutta velocità in mezzo ai denti quando meno ve l'aspettate. Anche voi, un giorno, verrete abbandonati dai vostri figli perché ormai siete vecchi e inutili. Verrete abbandonati dai vostri compagni che si saranno stacati di voi. Perderete il lavoro perché c'è qualcuno migliore di voi a svolgerlo. I vostri amici spariranno perché si saranno annoiati. Vi ammalerete, perché un brutto male può capitare a chiunque.
Gli animali hanno sentimenti.

Se di voi non si può dire altrettanto, non prendeteli affatto.

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Cicatrici che non si rimargineranno mai

E niente.

A questo punto mi vedrò costretta non solo a chiedere al consolato italiano di Istanbul il risarcimento dei 250 Euro di multa che mi hanno fatto prendere, ma anche l'inestimabile danno morale di avermi fatto perdere Russell Crowe (no, dico: RUSSELL CROWE) che qualche sera fa era al ristorante.

Se sentite di un attentato al consolato italiano saprete cosa mi avrà spinta ad un gesto del genere.

Russell Crowe al Ristorante Nostra Casa di Istanbul
Russell Crowe al Ristorante Nostra Casa di Istanbul
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Sei mesi in sette giorni

Per poter dire di essere in una relazione moderna e matura, due persone, anche se si amano e si sposano, devono comunque mantenere la propria identita` e difendere i proprio spazi. Dicono.
Io a questo punto direi di poter definire il mio matrimonio antiquato ed infantile dal momento che sono lontana dal mio meraviglioso marito da una settimana oggi e mi sembra di non vederlo da 6 mesi. E non voglio nemmeno immaginare come starei se non ci fosse WhatsApp!
Quello che ho capito in questa settimana di distanza forzata e` che tra uno scambio di messaggini romantici e una litigata faccia a faccia scelgo la seconda tutta la vita.
Non mi piace piu` fare niente senza mio marito.
Non mi diverto nemmeno a guardare un film di Pieraccioni.
Cerco sempre la sua mano da stringere mentre cammino per strada, i suoi occhi per ridere insieme di qualcosa (o di qualcuno!),la sua voce che mi chiama per chiedermi di fare qualcosa al suo posto, le chiacchiere di fine giornata al buio, prima di addormentarci.
E in fondo, se ci penso bene, l'unica ragione per cui sto scrivendo questo post, e l'immagine del suo sorriso che si schiude leggendo queste parole.

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Il mio primo giveaway

Un regalo per festeggiare la mia nuova vita Istanbulota
  Partecipare e` semplicissimo, bisogna:
  - Essere fan della mia pagina ( https://www.facebook.com/pages/Non-capisco-ma-mi-adeguo/233044846762709?fref=ts );
  - Scrivere un commento sotto questa foto e condividerla nella vostra bacheca.
  - Ad ogni condivisione vi verra` assegnato un numero,che sara` il vostro riferimento per l'estrazione finale.
  - NON CI SONO LIMITI DI CONDIVISIONE! (Quindi piu` volte condividete, piu` possibilita` avrete di vincere!)
  L'estrazione finale del premio principale (set hammam e agendina ricamata) avverra` il 14 luglio in serata, ma in questi giorni ci saranno dei piccoli premi, cosi` da far felici piu` persone

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Il barattolo della felicita'

Io amo Elizabeth Gilbert ed e` cosa risaputa.
La amo perche` non posso non amare una donna che si e` regalata un anno in viaggio da sola alla scoperta del mondo e di se stessa.
La amo perche` le sue parole mi arrivano sempre dritte al cuore e sempre al momento giusto.
E, Allah benedica Zuckenberg, grazie a facebook non devo aspettare il suo prossimo libro,in uscita ad ottobre, per avere leggerne di nuove.
Proprio grazie alla sua pagina facebook, Liz mi ha fatto scoprire un nuovo,meraviglioso hobby: “The happiness jar”.
Il barattolo della felicita`.
Ogni sera, prima di andare a letto, dovete scrivere su un foglietto ALMENO una cosa che vi ha resi felice durante la giornata, anche solo un pensiero,un ricordo e infilarlo nel suddetto barattolo,appunto.
Lo so, detta cosi` sembra una cretinata, una cazzata new age per quarantenni divorziande, e infatti anch'io, sull'onda dello scetticismo, per mesi ho ignorato l'idea. Poi, qualche settima fa, durante uno di quei periodi “un po` cosi`” dopo qualche (troppe!) sera in cui andavo a letto parecchio scoraggiata e abbastanza girata di scatole, mi son detta “tanto cmq non riesco a dormire,invece di stare a rigirarmi nel letto almeno faccio qlcs”.
Mi sono arrampicata (letteramente!) nella credenza e ho trovato un barattolone da 2 litri. Perfetto.
Ho iniziato subito quella sera.
E non ho piu` smesso.
Man mano l'ho anche abbellito un po` (googolate “happiness jar”, vedrete che capolavori che ci sono,in confronto il mio fa piangere) e adesso e` parte integrante dell'arredamento, oltre che della mia vita.
Per me che ho sempre tenuto un diario segreto e` bellissimo alla sera, prima di mettermi a letto affidare i miei pensieri alla carta.
...Una volta tanto SOLO quelli positivi :)

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Il taglio di capelli estivo

Ok. Qui ad Istanbul ci sono 38 gradi, che sommati all'umidita` fanno un caldo porco maledetto insopportabile.
Nonostante sia consapevole di non avere il fisico (ne` altre qualita`) di Belen Rodriguez, cerco di vestirmi il meno possibile quando esco e casa nostra e` diventata praticamente una colonia nudista (il Sultano va a portare i cani a torso nudo e non e` che nemmeno lui abbia il fisico di Stefano De Martino... Per dire!).
La tentazione e` forte e sta diventando un chiodo fisso: mi taglio i capelli.
In realta` ci sono momenti della giornata in cui mi farei direttamente un bello scalpo,ma poi torno lucida e digito su google “tagli corti capelli ricci”.
E via, carrellata di modelle con caschetti spiritosi, riccioli leggeri e vaporosi freschi di messa in piega, ciuffi sbarazzini che coprono mezza faccia.
Fermati Valeria.
L'hai fatta altre volte, sta` cazzata di tagliarti i capelli a luglio in preda ad attacchi di panico causati dall'afa.
E te ne sei SEMPRE pentita.
Tu non sei una ragazza da boccolo selvaggio che ti incornicia la faccia.
Tu non sei mai stata ne` mai sarai una da messa in piega dopo ogni shampo.
Tu non avrai mai il tempo e la voglia di tornare dalla parrucchiera ogni 2 settimane per la manutenzione del taglio.
E come finira`?
Che smadonnerai ancora di piu` perche` per quanto ti riempi la testa di mollette e di forcine, i capelli non staranno su`,dietro la nuca e ti cadranno sistematicamente sugli occhi e in faccia.
Quindi, Valeria, e` la tua coscienza che ti parla: a meno che tu non abbia intenzione di rasarti i capelli a zero (e sia io che tu sappiamo che faresti cagare, specialmente adesso che hai le occhiaie di Edward Norton in “Fight club”), vai avanti col tuo chignon da samurai (o da lottatore di Sumo, forse il paragone e` piu` azzeccato) e nun ci` scassare `a minchia.

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Grazie, amore

La prima volta che ho sentito la tua voce al telefono, e ho immaginato un cinquantenne calvo e coi baffi.
La prima volta che mi sono ritrovata faccia a faccia con te e ho pensato “ecco, e` arrivato il padre dei miei figli”.
Il ricordo di quei 3 giorni in cui ci siamo scambiati poche parole,ma ci siamo detti tutto con gli sguardi.
Lo scambio di due semplici braccialetti, sul divanetto di quell'hotel. Eravamo due sconosciuti, eppure avevamo gia` deciso di scambiarci le anime.
La prima volta che mi hai telefonato. Eri partito da qualche ora e quando ho visto sul display del cellulare “anonimo” sapevo che eri tu, e potevo vederti in piedi, ad una cabina telefonica di Fiumicino.
La prima volta che ho capito che la mia vita non sarebbe stata più la stessa ora che ti avevo incontrato. Perche` tu non eri un ragazzo carino con cui avevo flirtato un po`. Tu eri l'AMORE.
Ricordo le e-mail che ci scambiavamo durante tutta la giornata, e le ore di lavoro improvvisamente erano diventate sopportabili.
Due giorni dopo che eri partito avevo gia` fatto il biglietto per Istanbul.
La prima volta che ho preso un aereo per venire da te.
Avevo il cuore in gola e continuavo a ripetere a Maria “sto facendo una cazzata”.
Ma la cazzata era stata aver aspettato un mese a raggiungerti.
Se chiudo gli occhi posso ancora vederti fuori dall'aereoporto che mi cerchi con lo sguardo. E sorrido ogni volta che penso a quando i tuoi occhi, finalmente hanno trovato i miei e ci siamo corsi incontro,abbracciandoci. Impacciati.
Non c'era piu` un telefono o un computer tra noi. Non eravamo piu` due colleghi che devono mantenere le distanze. Eravamo noi.
Il primo bacio. Come nessun'altro bacio dato prima.
La prima volta che abbiamo camminato mano nella mano, o abbracciati. E quella sensazione di sentirmi protetta,amata, compensata.
La prima volta che abbiamo fatto l'amore e ho capito che sarei stata tua per tutta la vita.
La prima volta che ho dormito abbracciata a te, stretta al tuo petto. E ho capito di aver trovato il mio posto nel mondo.
La prima volta che ci siamo separati. E` stato come se mi strappassero il cuore dal petto, ogni maledetta volta.
Contare i giorni che ci separavano, prendere treni, autobus, dormire x terra in aereoporto, le litigate con i miei genitori che non capivano,la paura che la distanza potesse rovinare quello che avevamo.
Il primo viaggio insieme,la prima vacanza insieme.
I primi litigi furiosi, seguiti subito dalla pace.
Quella domenica mattina d'agosto, io e te a letto, a casa tua. Io leggevo un libro e tu un giornale.
Quell'attimo e` cosi` nitido nella mia mente. Perche` quello e` stato l'attimo in cui ho capito che non sarei mai stata bene con nessuno come stavo bene con te.
I giorni bui del militare,durante i quali ci sentivamo poco e niente e aspettavo la domenica come un bambino aspetta il Natale,per poter chattare e vederti anche solo x un'ora. Poi ho preso l'aereo e sono venuta a trovarti e in quei 3 giorni ho capito che mi bastava avere te per essere felice.
Un'altra vacanza insieme, un'altro viaggio in Pullman con me che mi addormento e ti sbavo sulla gamba.
Sei stato un tornado che mi ha travolta, lasciandomi devastata,alla fine,quando il turbinio della felicita` era finito e tu hai scelto altre strade.
Ci siamo separati,ma mai lasciati.
Abbiamo avuto altre storie ma non ci siamo mai innamorati.
Abbiamo provato a vivere lontani,ma alla fine siamo finiti insieme.
La prima volta che ti ho rivisto,dopo piu` di 2 anni, e` stato come se non ci fossimo mai persi.
La prima volta che sono venuta a prenderti in stazione a Modena e sei finalmente entrato davvero nella mia vita. I miei cani erano i NOSTRI cani, la mia casa era la NOSTRA casa,la mia vita era la NOSTRA vita.
Il giorno del nostro matrimonio.
Mentre camminavo verso l'altare c'eravamo solo io e te.

Quando le cose vanno male,quando ci sono difficolta` che sembrano insormontabili, quando ho paura di non farcela, sono questi i pensieri che mi danno la forza.
E mi ricordano che se non la donna che sono diventata lo devo anche e soprattutto a te.
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Riflessioni femministe di un certo livello

Cioe'.

Se un uomo piomba a casa della donna che ama alle 2 di notte solo per darle un bacio, o le invia 100 rose mantenendo l'anonimato, o dichiara amore ad una donna sposata (penso alla scena dei cartelli in Love Actually,ad esempio) tutti pensiamo che sia coraggioso, romantico, geniale.
Quando invece e` la donna a commettere atti plateali, e` una stalker.
Perche`?!
Pensateci: nel film “il matrimonio del mio migliore amico” Julia Roberts non solo non riesce a far saltare il matrimonio,ma passa anche per pazza, e alla fine si capisce che si, dai,non e` poi fosse proprio innamorata.
Nel remake “Un amore di testimone” invece, visto che il sabotatore e` un uomo, vissero tutti felici e contenti.
Perche` noi donne siamo grate e riusciamo a trovare un risvolto romantico anche in un “ti va di prendere un caffe` insieme?” e gli uomini ti rispondono GRAZIE senza pensarci 2 volte quando gli dici “ti amo”? (Si,non l'ho ancora superata,forse e` il caso di andare in analisi).
Perche` se io donna ti sto dicendo che non ti ho mai dimenticato tu uomo mi devi rispondere “e` bello sentirti dire queste cose, anche per me la nostra storia ha significato molto”. Che cazzo di risposta e`? Hai paura che ti tiro un ceffone via WhatsApp se mi dici che ti sono indifferente da quando e` entrato in vigore l'euro?
Perche` se io donna ti mando un mazzo di rose rosse per il tuo onomastico e per fare la misteriosa non firmo il biglietto, tu uomo le rimandi indietro perche` non accetti certi regali dagli sconosciuti? E certo. Se te le avesse mandate Aida Yespica gliele rispedisci a casa perche` non vi siete mai presentati ufficialmente, come no.
Perche` se io donna sento il sacrosanto diritto di prendermi i miei spazi mi devo sentir dare dell'irresponsabile mentre tu uomo non rinunci alla partita di calcetto con gli amici nemmeno il giorno in cui viene al mondo tuo figlio?
Perche` se io donna voglio farmi un viaggio da sola devo solo sentirmi consigliare di lasciar perdere e devo incassare sguardi preoccupati e commenti tutt'altro che incoraggianti mentre se un uomo fa il giro del mondo in solitaria e` un gran figo?
Perche` se io donna decido di lasciare mio marito perche` non sono piu` felice con lui, non ricevo l'appoggio di nessuno (forse solo quello delle amichE) e da tutti gli altri devo sentirmi dire “ma ci hai pensato bene?  E i figli? E la casa?”. No, non ci ho pensato,ieri sera lui non ha voluto lavare i piatti e cosi` mi sono svegliata stamattina e ho deciso di andare a divorziare. Tanto noi donne siamo tutte matte, lunatiche, viziate, capricciose ed immature,no?
Siete voi poveri uomini a doverci sopportare e a far girare il mondo (a me fate girare anche qualcos'altro, ma vabbe`).

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Dedicato a QUELLE persone

Ci sono persone che entrano nella nostra vita senza un motivo ben preciso.
In cuor nostro sappiamo che sara` una perdita di tempo ed energie intraprendere una relzione con loro, ma scegliamo di non fidarci del nostro primo istinto e gli diamo una possibilita`.
E magari succede che per un periodo (anche anni!) vada tutto benissimo e ci ripetiamo “menomale che non mi sono fermata alla prima impressione!”.
Ma queste persone sono comparse, personaggi secondari, destinate a durare quanto la durata del loro cameo.
Spariscono senza spiegazione, o perche` siamo noi ad allontanarci o a cacciarle in malo modo. E non lasciano traccia del loro passaggio.
E quando ci guardiamo indietro e le ritroviamo, in fondo, impolverate, ci chiediamo come abbiamo fatto a voler bene a certa gente, a dargli le nostre confidenze, la nostra fiducia, il nostro cuore, il nostro corpo.
E poi ci sono QUELLE persone.
Quelle che ti piacciono al primo sguardo. Quelle che e` un'alchimia appena ci scambi 2 parole, una “questione di pelle” subito,alla prima stretta di mano.
Quelle persone con le quali condividi pezzi di strada importanti, che sono impossibili da dimenticare.
Quelle persone con le quali fai le peggiori litigate della tua vita,arrivi anche alle mani,magari, ma poi ci si guarda negli occhi e ci si capisce, e si fa pace, senza bisogno di tante parole.
Quelle persone che non smettono mai di avere gli occhi su di te, e puoi non sentirle per mesi, per anni magari, ma tu sai che loro per te ci sono e tu per loro ci sarai sempre.
Quelle persone che non dimenticherai mai, che rimangono immobili,splendide, immutate, intatte al momento magico del vostro primo incontro, del primo bacio, della prima volta che avete giocato a palla insieme, di quando hai sentito le farfalle nell stomaco o hai pensato “ecco, questo sara` il padre dei miei figli”.
E la vita va avanti.
Si cresce, si cambia.
Ci si sposa, si diventa genitori.
Si cambia lavoro, citta`, nazione...
Ma QUELLE persone sono e saranno sempre con me.
Sono e saranno sempre IN me.

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Le cose che odio di te, Istanbul

L'idillio è finito.

Dopo 3 mesi di vita coniugale, hanno iniziato a venir fuori le magagne, i difetti, i litigi.

Naturalmente parlo di me ed Istanbul, che avete capito.

Quindi, ho deciso che invece di scrivere l'ennesimo post di elogio alla città in cui ho scelto di vivere, vi parlerò delle cose che proprio non sopporto.

Inizialmente il post avrebbe dovuto intitolarsi "10 cose che odio di te", ma buttandole giù non sono riuscita ad elencarne più di 7 (e menomale!).

 

1. L'INESISTENZA DELLA PIZZA. Naturalmente la città pullula di pizzerie Domino's, Pizza Hut ecc, e ci sono anche pizzerie più o meno passabili (specialemente quando sei in crisi d'astinenza). Ma io parlo di pizza vera, sottile, nel forno a legna, con la mozzarella e i bordi bruciacchiati. Ok. Sto piangendo.

Mi hanno detto esserci una pizzeria molto buona nella parte asiatica della città, e c'è un Fratelli La Bufala a Nisantasi ma penso che dovrò essere in crisi d'astinenza buia per arrivarci perchè, il punto numero due è proprio il:

 

2. TRAFFICO. Se uno non lo vede non ci chiede. Il traffico ad Istanbul è caotico, disordinato, esasperante. E per una come me che soffre il mal d'auto è semplicemente insopportabile.

 

3. LA CARENZA DI VERDE. Mi mancano da morire il Parco Amendola, il Parco della Repubblica, i due parchetti dietro casa. Mi mancano le aree di sgambamento recintate. Mi manca poter portare i cani a passeggio tranquillamente senza il rischio che mangino resti di grigliate, pane, pasta e Dio solo sa cos'altro.

Si, perchè per i turchi ogni spazio verde (anche le rotonde in tangenziale, e non è un modo di dire) sono il posto ideale per "accamparsi" con tanto si samaver per il tè, carne grigliata e compagnia bella. Senza pulire quando vanno via, ovviamente. Così finisce che un parco bellissimo come quello del lungomare di Kennedy Caddesi il lunedì mattina è un tappeto di sporcizia e il sabato e la domenica è letteralmente impraticabile. Peccato.

 

4. GLI ORARI DI LAVORO. O, come sopra, la loro totale inesistenza. Sai a che ora inizi di lavorare ma non sai a che ora finisci, non sai quando e SE riposarai durante la settimana (o il mese!) e lo stipendio non è minimamente proporzionale alle condizioni di lavoro.

 

5. I PREZZI DEI GIORNALI E DEI LIBRI. Altissimi, oserei dire inaccessibili. Sono un lusso, e non è giusto. Spero con tutto il cuore di essere diventata ricca quando sarò in grado di leggere in turco, altrimenti non so davvero come farò.

 

6. I TURCHI CHE NON HANNO MAI LETTO UN LIBRO DI ORHAN PAMUK E NE PARLANO MALE. Non avete idea di quanti ne abbia conosciuti (e uno me lo sono pure sposato, mannaggia). Ne parlano malissimo, scendono nei dettagli di quello che loro credono abbia scritto e quando gli chiedi "Ma, scusa, quanti e quali suoi libri hai letto?" ti rispondono "Nemmeno uno, mi rifiuto di leggerli". Mah.

 

7. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Non lo nomino nemmeno. Ma sappiate che lo odio. Lo odiavo in tempi non sospetti e lo odio adesso. Degno amico di Berlusconi, dico solo questo.

 

...Magari fra 2 mesi vi trovo altri 7 difetti. Ci risentiamo.

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La protesta del Gezi Park

Sono latıtante dal blog da quası 3 mesı ormaı, e mı pare doveroso rıcomparıre per raccontarvi di quello che sta accadendo ad İstanbul neglı ultımı gıornı (se non altro per farvı sapere che sono vıva e sto bene, per la gioia dı chı mı vuol bene e la sfortuna dı chı mı detesta).

Quattro gıornı fa, tra ıl 29 e ıl 30 maggıo cı sono state delle manıfestazıonı PACIFICHE  nella famosıssıma Pıazza Taksim dı poche mıglıaıa dı persone che protestavano contro la costruzıone dell'ennesımo centro commercıale al posto dı uno deı polmonı storıcı della cıtta', ıl Gezi Park, appunto.

La polizia ha reagıto con metodı vıolentı e per nıente necessarı, scatenando la rabbıa e la solıdarıeta' dı tutta la cıttadınanza e l'attenzıone medıatıca dı tutto ıl mondo.

Quındı, detta come va detta, vısta la fıgura dı merda letteralmente mondıale che ıl Sıg. Prımo Mınıstro Erdoğan ha fatto, la polızıa ha lascıato ıl campo lıbero aı manıfestantı e ıl premıer sı sta rımangıando la parola, gıurando, con la vocına flebıle e dımessa dı essere stato fraınteso, che e' sua ıntenzıone solo dı rıvalutare la zona e non dı farne un centro commercıale...

Ad ognı modo,glı scontrı sono passatı, e comunque sono rımastı cırcoscrıttı alla zona dı Taksım, Beyoğlu e Beşıktaş.

Non cı sono statı problemı dı nessun tıpo neglı altrı quartıerı della cıtta' .

Io vıvo a Sultanahmet e purtroppo ho dovuto constatare che, come gıa' successo ın passato, e' stato fatto del terrorısmo medıatıco, consıglıano addırıttura  aı turıstı dı non lascıare glı hotel!

Oddıo, a me e' andata anche bene: due gıornı dı ınaspettato rıposo, meno traffıco del solıto e quartıere quası vuoto e tranquıllo, ma a chı  arrıva ın cıtta' ın questı gıornı dıco: STATE TRANQUILLI.

Quı, casomaı, l'unıco che dovrebbe preoccuparsı davvero e' Erdoğan.

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La crisi ci ha resi tutti vigliacchi?

Non sono nemmeno le 8 del mattino e mi trovo a porvi questa domanda: La crisi che stiamo vivendo ci ha resi tutti dei vigliacchi senza palle e senza valori?

Abbiamo talmente tanta paura di rimanere senza lavoro, che, se anche abbiamo un contratto di lavoro a tempo INDETERMINATO e sentiamo con le nostre orecchie il nostro datore di lavoro (o, peggio ancora, la sua moglie chiesaiola, alcolista e berlusconiana) chiamare un nostro collega "EXTRACOMUNITARIODIMERDA",ci giriamo dall'altra parte e facciamo finta di niente.

E se il suddetto extracomunitariodimerda vuol far valere i suoi diritti per vie legali e ci chiede di testimoniare in suo favore sfoderiamo un'omertà degna del più schifoso dei mafiosi.

Poco importa se sappiamo che l'extracomunitariodimerda ha ragione e se, con quell'extracomunitariodimerda ci giochi a calcetto 2 volte alla settimana, ci hai sempre riso e scherzato e gli hai chiesto favori e lui, coglione, te li ha pure fatti: pur di rimanere tra le grazie della "Signora" e di tenerti stretto quel lavoro in un hoteluccio del cazzo a Modena venderesti pure tua madre al diavolo, ammettiamolo.

Ormai non siamo più lavoratori: siamo DIPENDENTI.

O, meglio ancora, siamo, come diceva Fantozzi: SOTTOPOSTI.

E poco conta se in 2 anni hai fatto 2 giorni di malattia, al più piccolo errore il tuo datore di lavoro è libero di vomitarti addosso insulti insensati e personali, di sfogare su di te la sua frustrazione.

Sei in ferie (giorni che non hai scelto tu, ma che ti sono stati imposti dalla direzione) ed al secondo giorno ti chiedono di rientrare perchè l'hotel è pieno.

Tu, diligentemente, obbedisci, certo di ricevere almeno un "grazie".

E invece, se solo, arrivato ad ottobre osi chiedere quei giorni di ferie che ti spettano e ricordi che a luglio tu le ferie non le hai smaltite, ti senti rispondere "perchè? dove dovevi andare?".

Ti fai male sul posto di lavoro e la "Signora" ti chiede di non metterti in infortunio per piacere, altrimenti poi l'inail fa un sacco di controlli ed è meglio che questo non accada. Tu accetti, sperando, almeno in questo caso in un minimo di riconoscenza.

Ma che ve lo dico a fare.

Racconti degli insulti, delle battutine, di quello che anni fa, quando i lavoratori erano ancora tutelati, si chiamava "mobbing" al sindacato (al quale, tra l'altro paghi 13 euro al mese del tuo stipendio) e ti senti rispondere che se non ci sono testimoni non possono far niente.

"Neanche chiedere un incontro chiarificatore?" chiedi tu, speranzoso ed esasperato.

"Se ci tieni al posto di lavoro, no. E' meglio se te li tieni buoni".

A questo ci siamo ridotti: A DIFENDERE, A COSTO DELLA DIGNITA' E DEI RAPPORTI UMANI, UN LAVORO CHE NEMMENO CI PIACE.

A STARE ALLE DIPENDENZE DI GENTE INCOMPETENTE CHE SI TROVA LI' PER IL SOLO MERITO DI AVER SPOSATO UN UOMO PIENO DI SOLDI.

Gente colta ed istruita che si trova a lavorare per gente arricchita, ignorante ed incivile, che sa di poter fare ciò che vuole perchè ci sono leggi, e persone vigliacche, che glielo consentono.

Perchè "Hanno loro il coltello dalla parte del manico". Parole di un sindacalista della UIL.

 

p.s.

So che non siamo tutti vigliacchi. So che molti, anche pur essendo precari, in una situazione del genere sarebbero intervenuti, o quantomeno avrebbero testimoniato in favore dell'extracomunitariodimerda.

Ma non ho specificato che il collega in questione è leccese e juventino.

E "da un leccese e juventino non ci si può certo aspettare coraggio ed onestà".

Parole di una barese milanista.

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Da Vinci's Demons (se, vabbè)

E così, dopo San Francesco con le fattezze di Raoul Bova, Sant'Antonio interpretato da Daniele Liotti, Sant'Agostino da Alessandro Preziosi e Joseph Fiennes nei panni William Shakespeare, vi presento il protagonista della nuova fiction "Da Vinci's Demons" in onda da aprile su Fox:

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...Sei carica?

Finita (o quasi) la fase delle domande intelligenti circa il mio traasferimento (se vi siete persi un pezzo, lo trovate qui), adesso si apre quella de LA domanda: "VALE, MA SEI CARICA?".

Si, gente, perchè qui, ridendo e scherzando mi mancano 10 giorni e poi sarò ufficialmente disoccupata.

Qui, tra una cosa e l'altra mancano solo (o ancora, dipende dai punti di vista) 41 giorni al mio trasferimento.

Ed io in tutta onestà non credo proprio di potermi definire "carica".

Non ho l'ansia, non ho già impacchettato e spedito tutta la mia roba ad Istanbul, la notte dormo benissimo e non ho già pianificato ogni minimo dettaglio della mia vita nei prossimi 10 anni.

Ma sono felice.

Non vedo l'ora di VIVERE ad Istanbul, di svegliarmi ogni santo giorno col suono del muezzin, di vedere il mare ogni giorno, di sentire i gabbiani, di essere sballottata nel traffico, di lavorare con mio suocero, di andare a fare colazione la domenica mattina ad Ortaköy, di imparare una nuova lingua (il turco, finalmente!!!), di girare da sola e di sentire ancora più mia quella città che ho amato ed amo dalla prima volta che l'ho visitata.

Solo che mi sembra tutto normale.

Non ho la sensazione di star per cambiare totalmente la mia vita.

Io a Modena non mi sono mai sentita a "casa".

Nonostante mi abbia dato tanto, non mi sono mai sentita nemmeno un pochino modenese, nemmeno d'adozione.

Sarà che la prima cosa che ho visto,la prima volta che sono arrivata qui, sono state le prostitute nigeriane all'uscita dell'autostrada ma io e Modena non siamo mai entrate davvero in sintonia.

Ci abbiamo provato, ma non poteva funzionare.

Abbiamo convissuto civilmente per la bellezza di 11 anni, ci siamo state simpatiche fino a volerci bene, a tratti, ci siamo scontrate ed odiate, ma alla fine abbiamo imparato ad accettarci per quello che siamo e posso dire che abbiamo trovato il nostro equilibrio.

Come direbbe la signora Pina,io Modena "la stimo moltisssssimo".

Ho sempre saputo che me ne sarei andata ed anche i miei genitori se l'aspettavano.

Certo, magari avrebbero preferito che rimanessi più a portata di viaggio in macchina, ma io le cose, o le faccio bene o non le faccio proprio.

E una città più bella di Istanbul, per me, mi dispiace, ma devono ancora inventarla.

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Un'immigrata italiana in Turchia

In poco più di un mese sarò a tutti gli effetti un'immigrata italiana in Turchia.

Che la sottoscritta non parli una parola di turco è di dominio pubblico, quindi per tutti i giri iniziali (richiesta permesso di soggiorno, cambio di residenza in comune, emissione della carta d'identità turca e di una nuova sim card, apertura conto in banca, assicurazione sanitaria e Allah solo sa cos'altro) sarò una marionetta nelle mani di mio marito che mi dirà "firma qui", "firma lì", "dagli il passaporto", "andiamo a fare le fototessera", "abbiamo finito" e via dicendo.

Per non sentirmi in tutto e per tutto un pesce fuor d'acqua, e per sentirmi almeno un pò partecipe in questo enorme cambiamento nella mia vita, ho iniziato da qualche giorno, a fare delle ricerche in internet.

La prima notizia è che esiste un solo sito in italiano ufficiale che da informazioni su cosa fare per immigrare in Turchia, ma è tutt'altro che esaudiente (prova ne è che OGNI GIORNO ricevo almeno un'e-mail di persone che, leggendo il mio blog, mi chiedono informazioni su visti ecc, e purtroppo il più delle volte rispondo con un professionalissimo "bo!").

In inglese si trovano già più informazioni, ma i siti aggiornati si contano sulle dita di una mano, e, se devo dirla tutta non è che siano proprio chiarissimi.

Ho letto su un forum di una ragazza tedesca immigrata ad Istanbul che parlava pochissimo il turco, alla quale hanno fatto fare talmente tanti giri (molti dei quali a vuoto) per richiedere il permesso di soggiorno che le sono scaduti i 90 giorni di visto turistico senza che fosse riuscita a concludere niente!!!

L'idea che mi sono fatta è che, almeno dal punto di vista organizzativo, la Turchia, che per decenni è stata un popolo di emigranti, non è ancora adeguatamente preparata ad accogliere degli immigrati in casa sua. :)

 

Sto iniziando ad avere un nuovo, profondissimo rispetto per i migranti di tutto il mondo, ve lo devo dire.

Cioè, pensate a tutti quegli immigrati che magari non parlano bene nemmeno l'inglese, o che non hanno internet, e vanno in un altro Paese nel quale non hanno appoggi e non conoscono nessuno, sperando in una vita migliore.

Lo so, sembra un discorso banale e qualunquista, e magari lo è.

 

Ma ogni tanto mettersi nei panni di qualcun altro, non fa affatto male, lo devo ammettere.

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...E se non ride lei!

L'ultima pubblicità dell'Activia è veramente inaccettabile.

Geppi Cucciari che chiede ad Alessia Marcuzzi: " Ma col sorriso già di prima mattina?" non si può sentire.

Geppi!!! Ma l'hai vista?!

Se avessi io il fisico della Marcuzzi riderei pure mentre dormo, cazzo.

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Ma voi per chi votate?

Onestamente speravo che si votasse ad Aprile, così avrei avuto l'alibi per fregarmene e guardare l'Italia dal mio nuovo punto di vista ad oriente.

Invece no, si vota a febbraio.

Ed io, maledetta me, nun jela faccio a lavarmene le mani.

Però veramente non so chi votare, allora vi chiedo consiglio.

Voi chi voterete?

Lo sapete, io sono orfana di Renzi e non voterò mai e poi mai Bersani, uno che è sulla scena politica da 30 anni senza aver mai combinato una mazza.

Beppe Grillo non lo voto nemmeno sotto tortura: Piuttosto che votare uno che fa il rivoluzionario e poi c'ha la moglie impellicciata e lo yacht attraccato in Costa Smeralda scrivo sulla scheda elettorale "Mario Balotelli" .

Come ben sapete io in politica guardo le cose importanti.

Quindi le cose son 2: O spero in un premier dal look dandy e voto Giannino -ma sapete voi, che meraviglia al G8 essere rappresentati da un premier con questo look:

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I leggings da uomo (Dio ce ne scampi e liberi)

Speravo che fosse l'ennesima bufala di facebook.

Un pò come le frasi da bimbominkia attribuite a Bukowski (pubblicate, tra l'altro, da gente che Bukowski non sa nemmeno lontanamente chi sia stato), i versi di Leopardi attribuiti a Fabio Volo, le foto di bambini con 4 teste o la notizia che Maria De Filippi è morta.

Quindi, prima di urlare allo scandalo, mi sono informata.

E, con mio profondo orrore, se digitate su google "MEN LEGGINGS" vi si apre una carrellata di immagini che "Freaks" di Tod Browning al confronto è il carnevale di Rio.

Per aggiugnere peggio al peggio, li hanno anche chiamati MEGGINGS, un nome virile quanto Tinky Winky, e a ben pensarci, ci sta tutto.

I leggings da uomo (scusate, ci ho messo un paio anni ad accettare di dover chiamare i FUSEAUX "leggings", non potete pretendere che già mi abitui a quell'altra orrida parola), da quanto vedo, vengono portati sotto i bermuda o gli shorts (che poi, anche lì: PERCHE' FANNO GLI SHORTS DA UOMO?!?), ma in alcuni terrificanti casi, al posto dei pantaloni.

Partendo dal presupposto che se un uomo può indossare questo bizzarro capo senza essere arrestato per oltraggio al pubblico pudore allora le nuove generazioni hanno un serio problema, io adesso sono seriamente incazzata.

Capisco che la moda è fatta da uomini che odiano le donne, ma, per l'ennesima volta, mi trovo a chiedere all'universo femminile di ribellarsi!

Questi maledetti uomini metrosexual sono liberi di depilarsi in tutto il corpo (anche in punti dove dovrebbe essere vietato per legge), vanno dall'estetista, si depilano le sopracciglia alla Moira Orfei, si vestono con capi prettamente femminili e noi (cioè, VOI, ci tengo a precisarlo) ce li facciamo anche piacere!!!

Una volta una ragazza che conoscevo ha postato per errore su facebook una foto del suo compagno nudo come un verme.

Stavo per vomitare.

Aveva 3 peletti pubici (temo lasciati lì per sbaglio) e basta. Sono dovuta andare da un analista per cancellare quell'immagine, e come vedete ancora non l'ho superata.

Donne, ribbelliamoci!

Se loro possono e vogliono depilarsi, noi dovremmo avere il diritto di sfoggiare i nostri cosìddetti peli superflui, smettere del tutto di truccarci, vestirci perennemente in tuta e scarpe da ginnastica e ruttare e bestemmiare come degli scaricatori di porto (se ve lo state chiedendo: si, io ho già iniziato da anni a perorare questa giustissima causa).

 

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Concretizzando

Da quando iniziato a dire in giro che ad Aprile mi trasferirò ad Istanbul ho collezionato le reazioni più disparate.

Molti, specialmente i miei coetanei precari come me, mi hanno incoraggiata con entusiasmo (chi perchè non vede l'ora di avere un appoggio ad Istanbul, chi perchè aspira al posto di lavoro che lascerò qui a Modena).

Qualcuno, con aria di sufficenza, mi ha detto che in Italia si starà sempre e comunque meglio che in Turchia (non so di preciso su quali basi).

Altri ancora sono davvero rattristati e pure un pò incazzati, quasi come se cercare di costruire qualcosa per avere un futuro migliore, sia un affronto alla loro stabilità, e non fanno altro che cercare di buttarci giù (come ci conoscete poco).

Ci sono i miei genitori, i migliori. Che ovviamente soffrono all'idea di non avere più due figli vicini, e forse (sicuramente) non capiscono fino in fondo il mio amore per quella città, così forte da farmi trasferire a 7000 km di distanza dal posto in cui sono nata, ma cercano, e riescono, ad esserci comunque di supporto.

E poi ci sono le domande e le osservazioni più assurde.

Dal "ma quando vai lì dovrai mettere il velo?" (ve lo giuro), al "ma l'arabo è una lingua difficile da imparare?", fino al "beata te che vai a stare dov'è estate tutto l'anno".

Anche se la migliore me l'ha detta l'altra mattina una mia collega dall'indiscussa genialità.

Mi ha chiesto "MA VAI POPRIO IN TURCHIA-TURCHIA?".

Ehm... si.

In Turchia Turchia. 

 

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...e basta cò stò 2012!

Stiamo tutti pensando, scrivendo e dicendo la stessa e identica cosa: che il 2012 ha fatto schifo e il 2013 non potrà che essere meglio.

Ma la verità è che per me il 2012 non è tutto da buttare.

Di quest'anno che tra poco sarà concluso porto con me le immagini e le sensazioni del giorno più bello della mia vita, ogni momento trascorso accanto a mio marito, tutti i posti nuovi che ho visitato, nuove splendide persone che sono entrate a far parte della mia vita, tanti piccoli, grandi attimi vissuti con i miei ragazzi al lavoro, quell'istante in cui il mio sguardo ha incontrato quello di Belen (la mia cagnolina, mica la Rodriguez) per la prima volta.

Ovviamente non dimentico gli attimi di terrore dei giorni del terremoto e la paura che, ancora adesso, ad ogni rumore mi fa saltare in piedi.

Non dimentico l'angoscia di quegli interminabili 20 giorni da disoccupata,  non dimentico gli "amici" che ho perso per strada, non dimentico i momenti di sconforto.

Il 2013 per me sarà sicuramente l'anno della svolta... non foss'altro per il fatto che tra 3 mesi non vivrò più in Italia, e dopo anni di amore a distanza, sposo Istanbul, con la speranza di vivere insieme happily ever after... il resto verrà da se.

Un augurio di cambiamento a tutti.

Perchè per cambiare ci vuole coraggio, e la fortuna aiuta gli audaci.

 

Buon 2013 a tutti!

 

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I negozi dei quartieri alti

Devo comprare un nuovo cappottino per la Belen, perchè in poco meno di venti giorni si è allungata in maniera quasi preoccupante. Presa da un insolito moto di buonismo, decido di andare nel piccolo negozio di articoli per animali del quaritere. Ci sarà meno scelta e i prezzi saranno un pochino più alti rispetto al Dog & Company, ma bisogna dare una mano ai negozietti di zona. Una volta lì, la proprietaria mi tira fuori tutta una serie di bomberini e cappottini bellissimi e costosissimi: I prezzi oscillano dai 52 ai 79 euro. SCONTATI. Confesso che avrei intenzione di spendere meno e mi lascio scappare un "se devo dirla tutta nemmeno il mio, di giubbotto, l'ho pagato tanto" (che è poi la verità).
La signora mi guarda come se le avessi detto che non mangio da 3 giorni e da una settimana mi hanno staccato la luce e il gas in casa e mi risponde "oh, mi dispiace"... POI PERO' NON VI LAMENTATE SE I NEGOZI DI QUARTIERE CHIUDONO.

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Io ho votato Renzi.

La prima volta che sono andata a votare avrò avuto 6/7 anni.

Ero una bambina parecchio appiccicosa e molesta e pretesi di entrare nella cabina elettorale con mio padre, che mi diede in mano la matita e mi lasciò mettere una X sul simbolo dei Radicali.

Emma Bonino non è mai diventata presidente del consiglio, e di lì a poco Berlusconi sarebbe sceso in campo.

Spero proprio di non essere stata io a portare una ventata di sfiga sulla politica Italiana.

Comunque.

Da quando ho diritto al voto ho sempre votato. Giuro, anche ai referendum più sfigati, quelli che non hanno nemmeno raggiunto il quorum.

E anche stamattina, alle 8.15, avevo già votato Matteo Renzi.

Perchè a me Renzi piace, e tanto.

Aldilà delle motivazioni che contano davvero (chi se l'è perse può leggerle qui), Renzi mi piace soprattutto perchè è giovane, ed è una faccia nuova.

Bersani, Vendola e compagnia bella hanno avuto anni e anni per cambiare qualcosa in questi anni e non è cambiato un cazzo. Perchè dovrebbero cominciare proprio adesso?

I più distruttivi mi diranno che tanto sono tutti della stessa pasta, che non esistono politici onesti, che i politici sono tutti una massa di ladri.

Beh, mettiamola così allora: se proprio devo essere rapinata, preferisco esserlo da quel bell'omino di Renzi, che c'ha pure una moglie precaria e tre bimbi da mantenere. :P

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Volo in diretta

Sto guardando "Volo in diretta", su Rai3.

E vi dirò che a me Fabio Volo, se non fa l'intellettualoide, se non racconta di aver fatto il panettiere, se non devo leggere i suoi smielati aforismi su facebook manco fosse Oscar Wilde, mi sta simpatico.
Anzi, già che ci siamo faccio coming out: MI PIACE PROPRIO.

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Consigli per gli acquisti.

Lasciamo da parte per un attimo le frivolezze per parlare di cose serie e profonde: L'11 Dicembre è il mio compleanno e tra meno di un mese siamo a Natale.

Indi per cui, eccovi la mia wish list di quest'anno:

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...E poi arriva Belen

Io dicevo che mai nella vita avrei preso un cucciolo.
Il Sultano diceva che dopo Pablo e Pepita basta cani.
Poi abbiamo incrociato lo sguardo di questa meraviglia che da Roma era finita in un canile della provincia di Brescia e, non so com'è, ma da mercoledì in casa siamo in 5. :)
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Come arrivare ad Istanbul

Nel 2008, sul mio vecchio blog, avevo scritto un post su come arrivare ad Istanbul.

Visto che però è passato qualche annetto e alcune cose sono cambiate, riporto qui quel vecchio post, debitamente riveduto e corretto, dove necessario:

 

Periodicamente mi arrivano e-mail di persone (prevalentemente ragazze, a dirla tutta) che mi chiedono consigli su cosa visitare a Istanbul, o anche semplicemente con che compagnia aerea conviene andarci.
Puntualmente io non rispondo a queste e-mail, perché mi contattano sull’indirizzo e-mail di Fiscali che apro più o meno con la frequenza con la quale mi depilo… quindi…

Eccomi qui ad inaugurare una nuova rubrica intitolata MAMMA LI TURCHI… oppure FACCIAMO COSE TURCHE. Devo ancora decidere.
Partiamo dal viaggio.

 

Come arrivare a Istanbul?

Le principali compagnie aeree con voli diretti dall’Italia sono:
ALITALIA (voli diretti da Roma -dalle altre città è necessario fare scalo), TURKISH AIRLINES (voli diretti da Roma,Milano,Bologna,Venezia e Napoli), PEGASUS AIRLINES (compagnia low cost turca, voli diretti da Bologna, Orio al Serio e Roma Fiumicino) e BLU EXPRESS (voli diretti da Roma Fiumicino).
La prima non ha bisogno di presentazioni. I prezzi sono decisamente più alti delle altre, ma l’aereo atterra all’aereoporto di Atatürk,che è comodissimo per raggiungere il centro.
La seconda è la meravigliosa compagnia di bandiera turca.
Se fate i biglietti debitamente in anticipo, riuscite a rimanere nei 200 euro (con Alitalia è pressoché impossibile scendere sotto i 250),i voli sono sempre in perfetto orario, gli aerei sono nuovissimi, vengono proiettati film e telefilm durante il volo, e ci sono dei monitor che vi segnalano l’itinerario. Il personale di bordo è gentilissimo e parla perfettamente inglese (un po’ meno l’italiano…) e a bordo si mangia da Dio. Ti portano un vero e proprio pasto completo, con tanto di frutta e dolcetto. Altro che i tramezzini rancidi dell’Alitalia. Insomma, io ogni volta che prendo un aereo della THY mi vergogno di essere italiana. Per fortuna che mi scambiano tutti per turca. Anche gli aerei della THY atterrano ad Atatürk.

Blu Express l'ha presa il Sultano una volta, io mai. Gli orari sono scomodissimi, i prezzi però molto bassi.
Pegasus Airlines è decisamente valida per essere una compagnia low cost (le avevo dedicato un post, per leggerlo clicca qui ).
Conviene usarla specialmente se fate il biglietto con qualche mese di anticipo: riuscite a stare anche sotto i 100 euro. C'è di buono che a differenza di altre compagnie low cost, nel prezzo del biglietto è compreso anche 20 kg di bagaglio in stiva e 8 kg di bagaglio a bordo.
L’aereo atterra all’aereoporto di Sabiha Goçken, che dista dal centro di Istanbul circa 40 Km e se atterrate nell'ora di punta, fatevi il segno della croce perchè potrete metterci anche 2 ore a coprire questa distanza (purtroppo a me è capitato).

Sabiha Goçen è però ben servita da autobus che vi portano a Taksim (il biglietto si fa a bordo e costa 10tl - meno di 5 euro). e da lì prendere un taxi per Sultanhamet.

Se atterrate ad Atatürk, sarà tutto più facile.
All’interno dell’aereoporto stesso parte il tram che porta a Sultanahmet, il cuore di Istanbul. Da lì vi sarà facile raggiungere qualsiasi zona della città in tram, che sono nuovi, sicuri e pulitissimi (il biglietto costa 1.50 tl, meno di 0.70 euro). 

Da Atatürk potete raggiungere il centro storico anche in taxi, anzi, in TAKSI poiché non è molto lontano. I prezzi dei taxi sono bassi, quindi a meno che non incappiate nel traffico dell'ora di punta, difficilmente spenderete più di 30 lire (meno di 15 euro).
La miglior soluzione che mi sento di consigliarvi, comunque, è quella di prendere accordi col vostro hotel al momento della prenotazione richiedendo un servizio di shuttle che vi porti dall'aereoporto direttamente in hotel. I prezzi variano dai 10 ai 20 euro, a seconda dell'aereoporto in cui atterrate e dove si trova il vostro hotel.

 

 

...Oppure, da Aprile in poi,se mi fate uno squillo vi vengo a prendere io, che ve lo dico a fare. :P

 

 

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Il salep

Stasera, con questo freddo novembrino assassino e la schiena che mi fa malissimo, avrei proprio voglia di una tazza di salep.

Non sapete cos'è?

E' una tradizionale bevanda turca (risale niente di meno che all'impero ottomano che serve a scaldarsi nelle fredde giornate invernali.

Come il çay (il tè) o il caffè turco è così caldo da sembrare piombo fuso... diciamo che non vi consiglio di ordinarla se andate di fretta, ma è assolutamente da assaggiare.

Il salep si ottiene facendo bollire il latte e mescolandolo a zucchero, un trito di radici di orchidee (il SALEP, appunto) e fecola di grano, fino ad ottenere un composto denso. A questo composto va poi aggiunto altro latte, e bisogna continuare la cottura per altri 5 minuti, fino ad ottenere una crema.

Una volta versato il salep in una tazza, si aggiunge una spolverata di cannella... che fa tanto Turchia! ;)

Salep
Salep
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La mia notte con Matteo Renzi

Ho sognato di avere un affair con Renzi... Senza scendere nei dettagli, perchè sono una GRAN SIGNORA, mi limiterò a dire che, da quando mi sono svegliata, sento il fortissimo dovere civile di andarlo a votare.

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Cara Caterina Balivo

Mentre leggevo quest'intervista a Caterina Balivo su CHI, ero beatamente nella vasca da bagno, e a momenti scatenavo uno tsunami dal nervoso.
Ma come si fa a rilasciare certe dichiarazioni?
Cioè, non mi incazzo (tanto) per l'aspetto femminista della questione, perchè una pensa che se il tuo uomo ti tradisce è colpa tua, è una poveretta quanto quei maschi che si giustificano così.
Ma ciò che mi manda il sangue al cervello, Caterina cara, pensare che se tu nella tua vita avessi mai LAVORATO anche solo mezza giornata, sapresti che ci sono giornate in cui sei così stanca che il tuo compagno manco lo vedi (e viceversa, è più che legittimo!) e l'idea di infilarti un paio di jeans dopo essere stata in divisa per 7 ore dalle 6 del mattino, per quel che mi riguarda, non mi sfiorerebbe nemmeno se dovessi andare a prendere un apertivo con Luca Argentero, per dire.
Ma soprattutto, Balivio mia, se invece di metterti con uno che si chiama GUIDOMARIA, ti fossi sposata con un turco, sapresti che grazie ad Allah ci sono ancora uomini su questo pianeta per cui non c'è look trasandato che tenga, vè.
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Gitmek - My Marlon and Brando

Da quando, un paio d'anni fa, ho deciso che avrei imparato il turco, ogni volta che vado ad Istanbul faccio incetta di dvd che guardo in lingua originale ma con i sottotitoli in inglese (così tengo allenato anche quello, che non guasta mai).

I film turchi si dividono in tre categorie. 

I film d'amore, quelli in cui tutti vivono in loft a Beyoglu e guidano suv, a loro volta divisi in due sotto-categorie: quelli terribilmente drammatici o quelli a lieto fine; ma in entrambi i casi state tranquilli che ci sarà un uomo che piange... in effetti aspettatevi di vederlo in qualsiasi film turco. Perchè l'uomo turco è talmente uomo che non ha paura di mostrare i suoi sentimenti. O_o

Le commedie sempliciotte con personaggi stereotipati (non ne ho mai viste, se devo dirvela tutta, aspetto di conoscere bene il turco, il lost in translation sarebbe inevitabile.

I film d'autore.

E lasciatemi dire che il neorealismo turco è qualcosa di eccezionale, e infatti i film turchi fanno razzia di premi a Berlino, Cannes, Venezia, al Sundance film festival... peccato che non vincano mai un oscar, ma questa è un'altra storia.

Ve ne consiglierò alcuni prossimamente, ma il primo che voglio RECENSIRE è "Gitmek - My Marlon and Brando" (lo trovate su youtube, con sottotitoli in inglese - forse anche in italiano, sinceramente non l'ho cercato).

E' la storia d'amore tra una ragazza turca e un attore irakeno, che si incontrano e si innamorano sul set di un film in cui entrambi recitano, girato nella turchia occidentale.

Finite le riprese lei torna ad Istanbul e lui in Irak, con la promessa di ricongiungersi al più presto in Turchia.

Ma Ali non riesce ad ottenere il visto per raggiungere Ayca, e a causa della guerra che sta devastando l'Iraq anche le telefonate diventano sempre più rade e difficoltose.

Lei allora, stremata da questa distanza, decide di intraprendere da sola lo sfiancante viaggio da Istanbul all'Iraq, passando dalla Syria.

Le difficoltà non mancheranno, e purtroppo, come in ogni film neorealista che si rispetti, il finale è tutt'altro che "happy".

Ma davvero, vale la pena di vederlo.

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E le sopracciglia di El Sharawy

Vorrei mettere una taglia sull'estetista che depila le sopracciglia ed El Sharawy.

Qualcuno fermi questo scempio, vi prego.

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Tanto per non fare di tutta l'erba un fascio

Gli uomini, Dio li benedica, hanno la fortuna di rimanere bambini per tutta la vita. E mantengono intatta quella capacità di mentire anche davanti all'evidenza. Trent'anni fa venivano beccati con le mani e la faccia sporche di nutella, ma dicevano che non l'avevano nemmeno toccata. Adesso li becchi che scrivono frasi ambigue con la zoccola di turno e ti trovano mille scuse per giustificarsi, dal "mi hanno clonato l'account" a "è un'amica di infanzia e stavamo provando delle frasi d'amore che avrei poi dedicato a te".

Fin'anche a beccarsi l'ergastolo, pur di non ammettere che sono degli omuncoli da poco e dei mariti da niente.

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Italians al Grand Bazaar

 

Ora, io non dico che necessariamente uno, quando va in una città in cui non è mai stato debba iniziare a documentarsi meticolosamente mesi e mesi prima del viaggio come faccio io (o il mio amoro Rossella!).

Però, dico io, almeno almeno due informazioncine, giusto per capire in quale parte del mondo sei collocata, vuoi andartele a cercare?

Perchè vi dico questo?

Perchè, ad Istanbul mi è capitato questo simpatico episodio.

Famiglia di napoletani griffati dalla testa a i piedi (tarocchi, suppongo, visto che stavano prendendo d'assalto un negozio di fake-brand al Grand Bazaar) sbarcati da una nave da crociera Costa (lo so perchè avevano l'adesivo della Costa Crociere appiccicato sul petto... anche lì: ma non ci si può rifiutare di andare in giro marchiati con la C scarlatta? Mah).

Non parlano inglese e PRETENDONO che Remzi, l'amico del Sultano che lavora nel negozio in cui si trovano debba capire quel che dicono, e fanno parte di quella categoria di turisti che si innervosiscono e vanno altrove se ciò non accade.

I commessi del Grand Bazaar sono abituati ad estenuanti trattative con gli italiani (che,da quel che mi raccontano sono i clienti peggiori al mondo: si sentono fighi a trattare e a strappare anche un centesimo di sconto, foss'anche su un portachiavi da una lira), quindi un pò di Italiano lo parlottano tutti, bene o male.

Ma in questo caso, proprio non ci si riesce a capire.

Remzi chiede al Sultano di aiutarlo, ma, dal momento che i croceristi non parlano italiano, ma napoletano stretto, devo partecipare anch'io, traducendo in Italiano al Sultano che traduce in turco al suo amico.

I "signori" non volevano informazioni sulla merce in vendita però.

Ci tenevano a segnalare che (riporto testualmente) "ci stà una fuoriuscita di PETROLIO nel pavimento, proprio dietro a quest'angolo qua!".

Io gli sono scoppiata a ridere in faccia senza nemmeno riuscire a tradurre.

Leggendo nelle loro facce che erano non poco offesi da questa mia inaspettata reazione, ho cercato di ricompormi. Magari non ho capito bene.

"Petrolio"? Chiedo, scandendo bene le parole e cercando di trattenere la pipì.

"Siiiiiiiiiiiiiii!!! Ci sta proprio uno zampillo... Ma perchè? E' strano? Mi pensavo che qua era normale".

E certo, "qua è normale". Siamo a 10 minuti in macchina da Abu Dhabi.

 

(Per la cronaca, trattavasi di una fognatura saltata e quindi, se tanto mi da tanto, non era petrolio ma...!).

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Comunicato stampa

Una delle ragioni per cui io e il Sultano ci eravamo lasciati, anni fa, era che nessuno dei due voleva trasferirsi nella città dell'altro.

Io per Istanbul ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine, non ne ho mai fatto segreto, ma non mi ci sarei mai trasferita, anni fa.

Ero piena di paure.

Avevo paura del turco (l'idioma, non mio marito), mi sembrava una lingua incomprensibile e impronunciabile.

Avevo paura che non sarei stata in grado di orientarmi nemmeno un pò in una città così immesa e trafficata.

Avevo paura che non avrei trovato lavoro, che la situazione economica fosse peggiore di quella dell'Italia.

Sono passati più di 5 anni dalla prima volta in cui sono stata ad Istanbul e posso dire di aver assistito in prima persona ad un cambiamento drastico, in meglio, di questa meravigliosa città.

E, considerando che: il turco è una lingua difficile da pronunciare, ma non impossibile da imparare o da comprendere (chiedete al Sultano,che ormai non può quasi più parlare in libertà con i suoi amici senza che io capisca almeno il succo del discorso), che ho imparato a conoscere a menadito alcune zone della città, che i mezzi pubblici ormai sono frequentissimi ed efficentissimi, che mio suocero ha aperto un ristorante che nel giro di un paio d'anni ha un giro di clienti da far invidia ad attività aperte da decenni, che precaria ero 5 anni fa e precaria sono ancora adesso (senza alcuna prospettiva di miglioramento, aggiungerei), e che soprattutto, signori miei, la Turchia è in pieno boom economico... saremmo due pazzi a non trasferirci ad Istanbul.

Insomma, siamo giovani,ma nemmeno più così tanto.

Se almeno non ci proviamo rischiamo di passare il resto delle nostre vite a mangiarci le mani e dirci "ah, se ci avessimo provato" o "ah, se ci fossimo trasferiti prima".

Poi, oh, si fa sempre in tempo a tornare in Italia o ad andare da un'altra parte se le cose non dovessero andar bene.

Ma davvero, ora come ora sento di vivere in un Paese che non ha nulla da offrirmi.

Sono sfiduciata, schifata e penso di avere tutto il diritto di andarmene e di cercare il mio posto nel mondo.

L'amore che provo per quella città così grande, così complicata, così piena di stupende contraddizioni mi ha fatto vincere ogni paura.

Ovvio, il pensiero di vivere lontana dalla mia famiglia mi preoccupa non poco, ma sono solo a 2 ore di aereo di distanza, se avessi seguito il mio sogno di gioventù e fossi andata a New York sarebbe stato molto peggio, no? ;)

Gli amori a distanza sono meravigliosi, ma non possono durare in eterno, arriva il momento in cui c'è bisogno di viversi quotidianamente.

E se Istanbul non va dalla Valeria (mi rendo conto che sarebbe quanto meno un pelino complicato), la Valeria va a Istanbul (con marito e cani al seguito, ovviamente :P).

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Non sapevo di essere incinta

Vi è mai capitato di guardare il programma "NON SAPEVO DI ESSERE INCINTA"? A parte l'orrore in se di trovarsi dal nulla in travaglio in vasca da bagno o mentre stai facendo jogging al parco, e l'assurdità, per quel che mi riguarda, di non preoccuparsi minimamente di non avere il ciclo per dei mesi (io che vado in ansia e compro 3 test di gravidanza per un ritardo di 15 minuti... e prendo la pillola!),mi chiedo (e chiedo a voi donne che avete figli): Ma come cazzo è possibile che x 9 mesi non ti accorgi di NIENTE?!? Forse sono io che ho una visione romantica della gravidanza, ma non si dovrebbe avvertire la presenza di una vita che nasce e cresce dentro di te? mah...

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Matrimonio turchissimo

 

Domenica scorsa, con un caldo insopportabile, abbiamo partecipato al matrimonio di Murat (amico di vecchissima data del Sultano) e Kübra.

Ero già stata ad un matrimonio ad Istanbul, ma era stata una cerimonia civile molto raccolta simile a quelle che siamo abituati a vedere anche in Italia.

Per cui, quando siamo arrivati all'enorme sala comunale di Sisli (più grande del teatro comunale di Modena, per capirci) sono rimasta abbastanza sorpresa nel vedere la marea di gente presente.

In Turchia, infatti, la domenica è il giorno più gettonato per sposarsi.

E così succede che nello stesso giorno, nella stessa sala, si svolgano anche più di 10 matrimoni!!! Ovviamente non contemporaneamente, ma a "catena di montaggio": finisce la prima cerimonia (che dura all'incirca 5 minuti: non c'è nemmeno lo scambio degli anelli, quello avviene durante la festa di fidanzamento), parte Gustavo Lima a palla e... avanti con la prossima coppia! E nel frattempo ci si sposta nella sala accanto e si affronta la ressa per fare la foto ricordo con gli sposi e dar loro il regalo di nozze... o meglio, a spillarglielo addosso :)

Eh si, i soldi non si consegnano agli sposi all'inerno di una busta con un biglietto d'auguri, ma si spillano su una fascia che gli sposi mettono attorno al collo per raccogliere tutte le "offerte" di amici e parenti, che non regalano loro solo soldi in contanti, ma anche monetine d'oro (si vendono in tutte le gioiellerie turche, e a seconda della dimensione e del peso hanno valori differenti), bracciali, anelli ed orecchini.

Un'altra differenza tra i nostri matrimoni e quelli turchi è che gli sposi, il giorno delle nozze, non si incontrano direttamente nella sala comunale: lo sposo passa a prendere la sposa a casa (o dall'estetista/parrucchiere, a seconda di dove si prepara) e i due, insieme si dirigono al loro matrimonio.

Ma la cosa che più apprezzo dei matrimoni turchi è che la gente vi partecipa davvero per aiutare gli sposi.

Il pranzo o la cena nuziali non sono infatti obbligatori.

Se gli sposi non possono permettersi di offrire da mangiare agli ospiti (come spesso accade), pazienza! Spesso si va tutti a mangiare insieme e ognuno paga per se, talvolta ci si saluta semplicemente dopo la cerimonia, ma gli amici hanno comunque piacere di fare un regalo agli sposini... Mica come da noi, dove (e qui parlo per esperienza personale) molta gente si fa i conti di quanto hanno speso gli sposi per la bomboniera, per il pranzo e poi si fa il regalo di conseguenza...

 

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Io e il Galatasaray

Ieri pomeriggio io e il Sultano abbiamo affrontato il traffico di Istanbul nell'ora di punta per andare al Galatasaray Store (roba che se l'avesse dovuto fare, che so, per accompagnarmi in ospedale in fin di vita, piuttosto mi avrebbe operata lui a cuore aperto, per dire).
Anche io ho fatto acquisti: mi sono comprata una felpa da donna, secondo me molto carina e la indosserò assiduamente.
Perchè se è vero che ho sempre tifato Milan dalla nascita, è anche vero che da quasi 2 anni in casa mia si vedono solo partite del Galatasaray ... e poi scusate ma non posso tifare per una squadra in cui più della metà dei calciatori ha o la cresta o le sopracciglia di Moira Orfei (e la restante metà le ha entrambe),ci ho provato, ma  non ce la faccio proprio. Anche l'occhio vuole la sua parte.
E a tal proposito, ieri sera Astor, sorpreso dal mio ultimo acquisto mi ha chiesto se il Sultano mi avesse obbligata a comprare la felpa.
"Certo che no", ho risposto, "Ormai posso dire di tifare Galatasaray".
E lui, da buon tifoso delll'avversaria Besiktas mi ha quindi domandato: "Ma cosa ci trovi di bello in quella squadra"?

Non ho esitato un attimo prima di rispondere "BURAK YILMAZ".

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Pausa caffè.

Un paio di settimane fa ero in ufficio comunale di Bologna e mi sono imbattuta in questo cartello:

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La casa sopra i portici

Credevo, anzi, ero certa di ammirare Carlo Verdone.

Poi ho letto questo libro ed ho capito che io, Verdone, lo AMO proprio.

Consigliatissimo.

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Bikers per l'Emilia

La mia amica Monica mi ha messa a conoscenza di questa bella iniziativa per raccogliere fondi per la ricostruzione degli asili nelle aree terremotate e il minimo che posso fare è renderla nota qui sul mio blog:

 

Amici, aiutateci a diffondere la nostra iniziativa!!
Ci presentiamo, siamo i Bikers per l'Emilia, un gruppo di ragazzi emiliani che cercano di unire la loro passione per la mountain bike a una raccolta fondi da destinarsi alla ricostruzione degli asili delle aree terremotate
E come intendiamo farlo? il prossimo 29 Settembre il gruppo al completo (10 ciclisti appartenenti alle arre colpite) partità per il Mirandola-Aquila, 650 km. in 7 giorni in modo da unire in una sorta di fratellanza zimbolica i due ultimi comuni italiani colpiti da disastrosi eventi sismici. Durante il tragitto venderemo gadgets e raccoglieremo offerte, sia dalla gente "comune" sia dalle aziende che vorranno sponsorizzare la causa. Il tutto, sponsorizzato da Radio Pico, che ci seguirà con dirette quotidiane pomeridiane.
Vi sarei grata se voleste far girare la nostra iniziativa!! Mettendo "MI PIACE" sulla nostra pagina facebook "bikers per l'emilia" e seguendoci sul nostro blog www.bikerperlemilia.com .
E poi....Che dire....stay tuned and...finger crossed! Grazie ancora!!

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Nazar Boncuk nails

Come vi ho già raccontato QUI, sono una collezionista di nazar boncuk sin dal mio prima volta a Istanbul.

Nel corso degli anni e dei miei viaggi ne ho visti in tutte le salse, ma sulle unghie davvero mi mancavano!

Guardate che manicure stupenda ho scovato su youtube. Veramente originale e di buon gusto...

Vi posto il tutorial sotto l'immagine.

Nel caso in cui siate alla ricerca di una cavia per provare a farlo, sapete a chi rivolgervi ;)

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Make up da jogging

Ogni giorno, al parco dove porto i miei cagnacci a passeggio, mi capita puntualmente di incrociare qualche ragazza che fa jogging truccata e pettinata di tutto punto.
A parte la mia immensa ammirazione per cotanta tenacia (nel truccarsi anche per andare a correre in un parchetto del piffero, mica nell'esercizio fisico), la domanda sorge spontanea: MA CHI VE LO FA FA'? :) Che siano rimaste segnate dalla pubblicità della Lycia di qualche anno fa (ve la ricordate? quella in cui ci veniva giustanente ricordato che "non si sa mai", che può capitare a ciascuna di noi che proprio mentre esci di casa vestita come una profuga per buttare l'immondizia, ti passa davanti Antonio Banderas e ti allunga pure 20 cent di elemosina... l'ho cercata disperatamente su youtube senza risultati).

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Separati alla nascita

Vi prego, vi scongiuro: ditemi che non sono l'unica ad essersi chiesta cosa ci facesse Salvatore Parolisi alla cerimonia di sorteggio dei gironi della Champions league.

Frank Lampard, capitano del Chelsae
Frank Lampard, capitano del Chelsae
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Big Rocco

Vale la pena di essere abbonati Sky solo per certe chicche, lasciatemelo dire.

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Se volete la mia su Schwazer...

Sulle tante osservazioni che ho sentito in questi giorni in merito ad Alex Schwazer, per quel che mi riguarda manca l'unica davvero importante, che mi sta corrodendo l'anima: MA PERCHE' HA LE UNGHIE COL FRENCH?

Qui mi sa che stiamo perdendo di vista le cose DAVVERO importanti.

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Hamburg

Mentre eravamo in visita dalle mie cognate ad Hannover, abbiamo approfittato per fare un salto veloce (troppo veloce, per i miei gusti!) di mezza giornata ad Amburgo.

Ad Amburgo c'è tanto da vedere: musei, monumenti, piazze, il porto, il quartiere a luci rosse, spiagge, canali, negozi... è una di quelle città tipo Amsterdam: mettete da parte la cartina e iniziate a girovagare senza una meta.

Conoscevo già la città grazie ai film di Fatih Akin, ma, vi devo dire, mi ha comunque sorpresa in positivo.

La consiglio assolutamente a tutti per un week-end (io stessa spero di tornarci prestissimo, per più di una mezza giornata).

Unico avvertimento da amica: Se prendete un volo della Ryan, arriverete all'aereoporto di Hamburg-Lubecca, che NON è ad Amburgo, ma a Lubeck, che dista un'ora da Hamburg.

Beh, se vogliamo essere pignoli, non credo si possa nemmeno parlare di un aereoporto... è più che altro un prefabbricato in mezzo ai boschi... ma alla fine sono esperienze di vita interessanti anche queste, no?

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Hannover

Lo scorso week-end, grazie al regalo di matrimonio della Pand, io e il Sultano ce ne siamo andati ad Hannover, a trascorrere qualche giorno con le mie cognate turche di germania :)

Non ero mai stata ad Hannover, ma è proprio come uno si aspetta una città della Germania: ordinata, pulita, silenziosa, verdissima e strapiena di turchi! :P

Scherzi a parte, merita di sicuro una visita. Ha un centro storico adorabile,la periferia è un tripudio di parchi, giardini e laghetti e ci sono teatri e musei ad ogni angolo.

Un paio di giorni vi basteranno per visitare tutto.

E vi raccomando di fare un salto da Sesam, ristorante che è il perfetto specchio dei costumi tedeschi odierni: Ristorante turco (con OTTIMA cucina) e pasticceria tedesca in un unico locale.

 

 

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Credenzina Cim Bom Bom

Come regalo per il nostro primo mese di matrimonio, ho regalato a mio marito qualcosa di unico... perchè l'ho fatto io! :)

Ho preso in un negozio di mobili usati questa vecchia credenzina, per farne la casa della collezione di modellini Ferrari del Sultano.

Oltre a dipingerla di giallo-rosso (colori del Galatasaray), ho rivestito l'interno con la tecnica del decoupage, utilizzando immagini della vittoria della vittoria dello scudetto, avvenuta proprio il giorno del nostro matrimonio.

Vi piace?

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Estate e randagismo

Una grande piaga della mia adorata Istanbul è senza dubbio il randagismo di cani e gatti.

E' vero, da qualche anno il comune sterilizza gratis gli animali dei cittadini (purtroppo la pigrizia e la mentalità di fare "un torto" alla povera bestia rallentano molto i risultati... basta guardare l'Italia!), in giro per la città vi capiterà di incorciare cagnetti con all'orecchio un "piercing" come questo:

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Pisa e Lucca

Sabato scorso, nonostante il caldo, io e il Sultano abbiamo deciso, invece di andare al mare, di fare una bella gita in toscana.

Nessuno dei due era mai stato a Pisa.

Piazza dei miracoli è semplicemente stupenda, da rimanere a bocca aperta.

Non potevano mancare le foto idiote di rito

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Grazie, Cassano!

Vorrei ringraziare pubblicamente Antonio Cassano e i giornalisti idioti che ridevano durante le sue affermazioni ignoranti (non mi sembra il caso di scomodare il termine "omofobo"): PER AVERMI DATO UNA RAGIONE IN PIU' PER IGNORARE QUESTA VERGOGNA DI EUROPEI, PER AVER UMILIATO NOI ITALIANI (E NELLA FATTISPECIE NOI BARESI) E PER AVERMI RICORDATO, NON CHE NE AVESSI BISOGNO, PERCHE', SE MAI AVRO' DEI FIGLI MASCHI, SPERO CHE NON CRESCANO IN ITALIA CON QUESTI BEI MODELLI DA IMITARE.

(E pensare che mi stava pure simpatico).

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Trucco & Parrucco / Makyaj ve Peruk (Grazie al Sultano per la traduzione/ Ben çeviri için Sultan teşekkür)

La bravissima Nurgul, mia truccatrice al matrimonio e suo marito Murat, colui che mi ha pettinata, li ha scovati il Sultano su internet.
Come forse ricorderete, l'unico dettaglio che mi preoccupava all'idea di sposarmi ad Istanbul era propio il "trucco e parrucco" (se vi siete persi il perchè, leggete qui)
Ma guardando le foto dei loro lavori e soprattutto conoscendoli, mi sono messa senza preoccupazioni nelle loro mani.
Il trucco, come vi avevo già detto, era ispirato a quello del matrimonio della mia amica di vecchia data Kim Kardashian, con tanto di ciglia fintissime (non a tutti sono piaciute, ma io non me le sarei mai tolte!).

 

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Ristorante NOSTRA CASA, Istanbul

 

Lo so che penserete che sono di parte, che è il ristorante di mio suocero e di sicuro non potrei mai parlarne male. Ma vi assicuro che non è così.

Se parlo benissimo del ristorante NOSTRA CASA di Istanbul non è solo per l'affetto che mi lega al proprietario e al posto, ma perchè davvero si mangia da Dio e la vista merita (di essere vista O_o).
Sia che ci andiate d'estate che d'inverno, il locale è sempre piacevolissimo.

In estate si può mangiare su una fantastica terrazza panoramica (da un lato avete la Moschea Blu e dall'altra il Bosforo... quella dov'è ambientato la mia cena di matrimonio) e d'Inverno in una deliziosa saletta raccolta, con luce soffusa le cui pareti sono tappezzate di immagini di vecchie glorie del cinema italiano (quante cose abbiamo in comune io e mio suocero...!).
Avrete l'impressione di essere ospiti a casa di amici, con il titolare e chef, Turgay, con cui è sempre un piacere immenso scambiare quattro chiacchiere (io ve lo dico, con lui si spazia dai viaggi alla politica, dalla religione alla musica classica, dalla filosofia al gossip), e i suoi gattini che vi accarezzano le gambe sotto il tavolo.
La cucina è ottima e abbondante. La prenotazione non è obbligatoria, ma è gradita.
Non c'è un menù, Turgay vi chiederà se preferite mangiare carne o pesce e sarà pronto a stupirvi con dei piatti che vi lasceranno a bocca aperta.
Mio suocero, infatti, è turco, ma ha vissuto 20 anni in italia ed ha viaggiato molto: Singapore, Thailandia, Egitto (è appasionato, tra le altre cose di arte egizia), e tutto questo si riflette nelle sue creazioni... delle vere e proprie opere d'arte culinarie.
Non c'è un piatto che vi consiglio di assaggiare più di un altro...il miglior consiglio che posso darvi è la linea che seguo io dalla prima volta che sono stata ospite a casa sua, nel 2007: affidarmi ciecamente a lui. Non mi sono trovata male nemmeno una volta!
Di sicuro il pesce è una garanzia, visto che Turgay lo prende freschissimo ogni mattina.
Ma mi raccomando: Non andate via senza aver assaggiato il suo delizioso tiramisù.
Scommettiamo che è meglio di qualsiasi tiramisù che abbiate mai assaggiato (anche in Italia)?

Però, mi raccomando, se ci andate, non dite che vi mando io, altrimenti vi ritroverete in cucina a lavorare per due giorni di seguito (Maria ne sa qualcosa).

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Il pullman vintage

Per ignorare il pavimento che continua a vibrare senza sosta, continuo a raccontarvi del mio matrimonio.

Durante i mesi di organizzazione, una delle questioni principali era organizzare lo spostamento hotel-chiesa per i miei parenti ed amici.

Da un lato avrei voluto fare il mio arrivo trionfale in chiesa in una macchina d'epoca, ma d'altra parte non volevo separarmi dai miei amici e familiari... avevamo così poco tempo per stare insieme, e avrei voluto sfruttare ogni attimo possibile!

Poi, un giorno, la folgorazione: mentre cercavamo tutt'altro (l'hotel per tutti noi) ci siamo imbattuti in questa meraviglia (noleggiato, appunto da un famosissimo hotel di Sultanahmet):

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I mini Üner

Uno dei dettagli del mio matrimonio che mi ha resa particolarmente orgogliosa è stato il meraviglioso Cake Topper, opera della bravissima ADRIANA FIVOLI.

E' stato per noi un modo per avere vicini, anche se solo "virtualmente" Pablo (elegantissimo) e Pepita, i grandi assenti.

Il MiniMe del Sultano ha, ovviamente la maglia del Galatasaray, e guarda caso, mentre noi festeggiavamo il nostro matrimonio, si stava consumando la sfida dell'anno: la finale di campionato Galatasaray-Fenerbahçe (come il nostro Milan-Inter, per intenderci).

E il cake topper deve averci portato fortuna, visto che il Galatasaray ha vinto (e menomale, altrimenti rischiavo che il Sultano desse la colpa al nostro matrimonio e chiedesse l'annullamento!).

I "mini Üner" sono piaciuti a tutti... talmente tanto che dopo il taglio della torta mi sono girata un attimo e... NON C'ERANO PIU'! :(

Dovete sapere che, resti fra noi, i bimbi dei fratelli del Sultano sono un' associazione a delinquere che il clan dei Casalesi al confronto sono degli educandi, quindi non mi meraviglierei se a quest'ora i nostri avatar siano finiti in briciole...

Anche se preferisco pensare che, come in Toy Story 3, siano riusciti a mettersi in salvo e siano in viaggio da Istanbul per tornare a casa nostra... :)

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Il terremoto

La prima volta che ho avvertito una scossa di terremoto è stato la scorsa estate.

Guardavo la tv a letto col Sultano e, se vogliamo, quella scossarella mi era sembrata quasi divertente.

Mai avrei creduto che circa un anno dopo mi sarei svegliata, alle 4.00 di una domenica mattina, sballottata nel mio letto col tonfo dei libri che cadono, uno dietro l'altro dalla libreria.

20 secondi che sembravano non finire mai.

E come se non bastasse ero sola in casa.

La paura.

Il panico che ti fa diventare irrazionale e ti fa scendere in strada in pigiama.

La sensazione, nei giorni successivi, di sentire continuamente la terra tremare sotto i piedi.

Quell'orribile suono di mobili che scricchiolano, che continua a rimbombarti nelle orecchie ancora adesso.

La tristezza immensa nello scoprire che a poco meno di 40 km da casa tua, per quello stesso terremoto, c'è stato chi ha perso la casa, il lavoro, la vita.

La rabbia nel vedere il dolore dei "terremotati", come li chiamano loro, spiattellato su squallidi programmi tv dove la giornalista fa domande tipo " COSA SI PROVA AD ESSERE RIMASTI SENZA CASA DA UN MOMENTO ALL'ALTRO?".

Che schifo.

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Mia nonna a Istanbul

C'è da premettere che mia nonna ad Istanbul si sarebbe fermata minimo una settimana.

In 3 giorni però, anche per merito mio, si è goduta Istanbul ed è entrata nello spirito turco del quale io sono follemente innamorata da anni.

(Guardando queste foto, vi sarà chiaro da chi ho preso).

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Parliamo del mio vestito

C'è poi poco da dire, le immagini parlano da sole.

Posso solo aggiungere che mia nonna ha fatto un vero e proprio capolavoro.

Era proprio come l'avevo sognato, e non avrei trovato niente di simile in nessun negozio, da nessuna parte.

Questo è il MIO vestito. Grazie Lucia! :)

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Nella buona e nella cattiva sorte

A Maria, la mia testimone di vita, non devo solo dei ringraziamenti, ma anche delle scuse.

La sua prima mattina ad Istanbul le ho detto "Passiamo un attimo a salutare Turgay?" (mio suocero).

Era uno sporco trucco per attirarla nella tana del lupo ed avere qualcuno con cui dividere due giorni di lavori forzati in cucina, che senza Maria non sarebbero stati certamente così divertenti (anche se veramente sfiancanti).

 

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Ma che amici meravigliosi ho?

Voglio fare un altro ringraziamento prima di raccontarvi in maniera dettagliata il giorno più bello della mia vita (e farvi vedere la foto del mio FANTASTICO vestito).

Devo ringraziare Rossella, Ciffonso, Domenico e Biagio; miei amici di sempre.

E nonostante ci siamo visti pochissimo negli ultimi anni (con Domenico addirittura per niente!) occupano un posto speciale nel mio cuore... ed evidentemente la cosa è reciproca se hanno voluto essermi accanto venendo fino ad Istanbul. E la cosa più bella è stata passare 2 giorni insieme e rendersi conto che ogni volta che ci ritroviamo, non importa quanto tempo sia passato, è sempre come se non ci fossimo mai lasciati.

E non mi importa se non sono più io la vostra migliore amica, ma è il Sultano!

 

Voglio ringraziare anche Simona che conosco da meno tempo, ma che è comunque una bellissima persona.

E per ultima, ma non meno importante, grazie a Ligia, che ho conosciuto il giorno prima del mio matrimonio, ma che è stata così carina  da leggere in chiesa.

 

Ragà, vi voglio bene.

E non aspettiamo il battesimo di mio figlio per rivederci (anche perchè potrebbero tranquillamente passare altri 10 anni!!!)

Un ringraziamento anche a Maria e a mio padre per averci rovinato la foto.
Un ringraziamento anche a Maria e a mio padre per averci rovinato la foto.
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L'arrivo della Pand Family

Troppo spesso si parla di come internet e i social network abbiano raffreddato i rapporti umani.

A me, invece hanno fatto un regalo bellissimo: Arianna, un'amica che dopo essere stata per tanti anni "virtuale" mi si è materializzata davanti agli occhi, in carne ed ossa e con la sua splendida famiglia al seguito!

E, sebbene non ci fossimo MAI incontrate (nonostante ci "conoscessimo" dal 2007) è stato proprio come rivedere un'amica di vecchia data.

Perchè giusto un'amica di vecchia data può prendere marito e figli e portarli ad Istanbul per il tuo matrimonio, no?

Quindi GRAZIE ARI, GRAZIE CLAUDIO, GRAZIE EMMA E GRAZIE LUCA!

 

A proposito... indovinate chi sono stati i miei paNDgetti? ;)

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Valeria VS Kokoreç

L'avevo assaggiato la primissima volta che sono venuta ad Istanbul e ho perso l'uso delle papille gustative per 6 mesi.

Quindi, capirete bene, sono stata alla larga dal Kokoreç (panino con interiora sminuzzate e piastrate, insieme a verdurine e spezie) in tutte le mie visite successive.

Ma in questi giorni, mi sono resa conto che non ho mai comprato così tanti vestiti a Istanbul come negli ultimi giorni (e quanti me ne sarei ancora voluti comprare!!!).

Perciò, mi sono detta, qui le cose sono due: o sta cambiando Istanbul, o sto cambiando io.

In entrambi i casi, valeva la pena di riprovarci anche col Kokoreç.

Ne abbiamo preso uno "da passeggio" e l'abbiamo divorato seduti su dei gradini sotto la torre di Galata.

Si, cari, "ABBIAMO".

Valeria - Kokoreç: 1-1.

Palla al centro.

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Istanbul, 7 Maggio

Vi scrivo con ancora in faccia i miei sopracciglioni.

L'estetista ha detto che preferisce farmeli sabato mattina.

Oggi ho fatto la prova di trucco (liberamente ispirato al matrimonio di Kimm Kardashian, sperando che il mio duri qualche settimana di più) e parrucco (addio colpi di sole).

Quello che ho imparato oggi è che non c'è niente di più piacevole al mondo di farsi lavare i capelli da un uomo forte e vigoroso (e turco, per di più!) come il mio parrucchiere.

Purtroppo però, quando siamo passati alla piega ed alla acconciatura, ho rivissuto il trauma infantile di mia mamma che mi districa i nodi e mi phona i capelli dopo il bagnetto serale.

Comunque, eccovi una minuscolissima anteprima.

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Nuove scoperte

Ieri, passeggiando a Sisli, tra i tanti ristoranti intenti a servire il brunch domenicale, ci imbattiamo in un uomo con un carretto che vende dei pacchettini di frutta.

Cattura subito la mia attenzione perchè non conosco questi strani fruttini. Sembrano susine, ma sono molto più piccole. Si chiamano Evik, scopro intanto.

Me ne faccio subito comprare un pacchetto.

Il venditore, prima di darmelo, cosparge la superfice di sale (ecco il perchè della mia faccia perplessa nella foto).

La ragione mi è subito chiara: Sono asprissimi, proprio come un limone, e sono duri come delle pietre.

De gustibus...

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Istanbul, 6 Maggio

Lo scalpore suscitato da questa coppia di sposini in posa davanti alla Moschea Blu, letteralmente presi d'assalto dai turisti, mi ha fatto (quasi) passare la voglia di fare delle foto, in abito da sposa, in giro per la città.

 

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Istanbul, 5 Maggio

 

Sono arrivata a Istanbul ieri, con un volo della Turkish che, mi duole ammettere, non è stato perfetto come sempre (niente film a bordo, niente cuffiette distribuite ad inizio volo per ascoltare la radio aereo non nuovissimo e 10 minuti di ritardo all'arrivo). Poco male, visto che al mio arrivo ho trovato l'ennesimo regalo di matrimonio inaspettato ad attendermi in aereoporto: 2 grandi giardini di piante grasse, proprio appena superato il controllo documenti.

L'amore per Istanbul resta intaccato.

E' sempre una gioia riabbracciarla, farmi sballottare dal suo traffico i gabbiani che ti passano a 10 centimetri dalla faccia, la poesia del Muezzin al tramonto, leggere le scritte in turco e sentire la gente parlare una lingua che fino a qualche anno fa era proprio TURCO per me, mentre adesso qualcosina riesco sempre a coglierla nei discorsi.

Ho trovato la città più pulita del solito, con tanti lavori di bonifica in corso.

Mio suocero dice che è la solita mossa politca per favorire il turismo: migliorano solo le zone battute dai turisti e dimenticano del resto della città... Non lo so, a me piace essere ottimista è pensare che è sempre e comunque un buon inizio.

Comunque, a differenza dell'inizio soft di ieri (con tanto di cena in terrazza e dell'ottimo vino rosso) oggi abbiamo, in ordine sparso: Preso gli ultimi accordi con il prete, scelto la torta (decisiva, per mia mamma, per la riuscita di ogni matrimonio che si rispetti... figurarsi per quello di sua figlia), comprato vestito, camicia e scarpe per il Sultano, ritirato le fedi, comprato il regalo per i testimoni del Sultano e per finire in bellezza ci siamo guadagnati la cena dando una mano a mio suocero nel suo ristorante (cioè, IO ho lavorato e il Sultano, per tener fede al suo nome, è stato spaparanzato in poltrona O_o).

In tutto questo immaginate che ogni 2 metri il Sultano incontra qualcuno con cui fermarsi a parlare ed io, che a Modena sono spedita a pratica, in questa città divento la svampita che mai vorresti avere davanti a te per strada.

Ma il sole ci ha baciati tutto il giorno (sono uscita in maniche corte e mi sono dovuta comprare una canotta per cambiarmi... troppo caldo!) e stiamo iniziando ad essere parecchio emozionati.

A voi posso dirlo: oggi mentre attraversavo la navata a braccetto di padre Anton mi sono venuti i lucciconi agli occhi... Papà, sei avvisato!

A domani.

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Regali di matrimonio inaspettati

Tra ieri ed oggi ho ricevuto tre meravigliosi regali di matrimonio del tutto inaspettati:

 

1. Ho scoperto che fino al 30 aprile ad Istanbul c'è stato il festival dei Tulipani, quindi troverò la mia adorata città ancora più bella, adornata da milioni miei fiori preferiti (piantati nei giardini pubblici e negli spazi verdi comunali, creando delle vere e proprie opere d'arte).

 

2. Il Museo dell'Innocenza di Orhan Pamuk (in "gestazione" dal 1998) ha aperto i battenti il 28 Aprile (giorno del mio onomastico, tra l'altro). -Per maggiori informazioni, l'indirizzo internet è questo: http://www.masumiyetmuzesi.org/W3/Default-IE.htm

 

3. Nelle scorse settimane è uscito l'ultimo libro di Niccolò Ammaniti (scrittore per il quale, come ben sapete, ho una passione alla "Misery non deve morire")... e non solo! Ammaniti sarà a Modena il 17 maggio, quindi farò in tempo ad andare a fargli un pò di stalking... ehm, volevo dire, a farmi autografare uno dei suoi libri (devo decidere quale).

 

"Troppa grazia", come dicono a Bari.

Hai visto mai che è in uscita un film di Fatih Akin, o mi ritrovo seduta in aereo accanto a Selvaggia Lucarelli.

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...Quanto manca al 4 maggio?

Non fraintendetemi: Non vedo l'ora di dire "SI" (o "EVET") davanti a Dio,ai miei amici ed alla mia famiglia.

Ma credete sia molto grave che sia più BRAMOSA di passare 10 giorni nella mia amata Istanbul (di cui, appunto 3 con gli amici di sempre... non stiamo tutti insieme da 11 anni!!!), più di qualsiasi altra cosa?

Non ditelo al Sultano, mi raccomando.

 

Vi lascio con l'ultima pubblicità della Vodafone turca... Per chi ancora mi chiede perchè ami così tanto i turchi e la turchia.

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Sig. Somatoline: ma vaffan...!

Non sono l'unica schifata e idignata dall'ultima pubblicità della Somatoline, vero?

Cioè, secondo voi è normale che si dica con tono serio e allarmato "LA CELLULITE E' UNA MALATTIA?"

Ma perchè noi donne siamo fatte così?

Perchè lasciamo che un uomo (il più delle volte cesso e col fisico di un pensionato anemico) ci faccia sentire obese e brutte dicendoci che avremmo bisogno di "rassodarci"?

Perchè ci lasciamo imporre dei canoni di bellezza raggiungibili solo col photoshop o con l'anoressia?

Perchè dobbiamo spendere mezzo stipendio in creme che mentre dormiamo dovrebbero eliminare ogni inestetismo della pelle, e nei casi più assurdi, far dimagrire o addirittura aumentare il volume del seno?!

Perchè, ammettiamolo, ci siamo cascate tutte, chi più, chi meno.

Persino mia mamma, paladina del femminismo e crociata contro la mercificazione del corpo femminile, quando io ero bambina, custodiva gelosamente le sue bustine monodose di Somatoline del cassetto della biancheria intima.

Io posso ammettere con fierezza di non aver mai acquistato creme e cremine miracolose, e l'unica volta nella mia vita in cui mi sono messa a dieta è stato per un motivo pratico ed economico: non mi entrava più nemmeno un paio di pantaloni.

Io ho la fortuna di avere accanto un uomo che non conta i buchini che ho sulle coscie e non mi ha mai regalato un attrezzo per tonificarmi i glutei.

Se voi avete l'orribile disgrazia di essere incappata in uno di questi ridicoli omuncoli convinti che la cellulite sia una malattia, scappate via a gambe levate (così, magari tonificate anche l'interno coscia).

Non è malato chi ha troppa "materia" sui fianchi, ma chi ne ha troppa poca nel cervello.

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Masai Bianca

Qualche giorno fa ho scoperto un film meraviglioso,mai uscito in italia, grazie a Sky (ma davvero, come fate voi che non ce l'avete?!).

E' la storia, VERA, di una ragazza Svizzera, che durante una vacanza con il fidanzato in Kenya, conosce un guerriero Masai, se ne innamora follemente al primo sguardo e decide di rimanere lì per lui.

Io ve l'ho detta moooooolto a grandi linee, ma davvero, il film è di un'intensità incredibile.

Talmente incredibile, che dopo 15 minuti di film (proprio mentre lei molla il fidanzato Svizzero in aereoporto) è avvenuta questa conversazione tra me e il Sultano:

 

IO: Mamma mia... lei è il mio mito

SULTANO: Ah, quindi per te è una bella cosa che stia lasciando il fidanzato per inseguire uno che ha visto solo una volta?

IO: Certo! Per lei non è un capriccio. Si è innamorata e non ci può fare niente...

SULTANO: Quindi vuoi dire che potrebbe capitare anche a te, in vacanza, di innamorarti di un altro e lasciarmi di punto in bianco?

...

IO: Certo che no amore!!! ... Comunque, magari, evitiamo di andare in Kenya, così, per sicurezza.

 

 

 

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Non si finisce mai di conoscere chi abbiamo accanto.

Sono addolorata, e ci ho pensato a lungo prima di darvi questa notizia e ho ponderato bene tutte le conseguenze prima di prendere delle decisioni drastiche, delle quali, sicuramente in futuro, potrei pentirmi.

Ma non posso mentire a me stessa e nemmeno a voi: amici, parenti, curiosi, e ficcanaso che vengono qui augurandomi ogni male.

Sto pensando seriamente di annullare il matrimonio col Sultano, per una ragione gravissima e imperdonabile.

Qualche giorno fa mi ha confessato che gli piacciono i Modà.

Che vi devo dire.

Succede anche nelle migliori famiglie.

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Sanremo 2012: tiriamo le somme.

Ho seguito il festival di Sanremo, anche se a spizzichi e bocconi (un po per i turni di lavoro, un pò perchè conoscete i miei orari da giovane anziana: alle 22 mi cala la palpebra).

Però, ero sintonizzata davanti alla TV quando la Belen è scesa, in tutto il suo splendore con quell'abitino tanto sobrio, che chiunque potrebbe indossare, con quello spacco così casto, ha lasciato accidentalmente intravedere la sua finissima farfallina tatuata.

Lo sapete che io AMO la Belen.

Cioè, io se la incontrassi in un locale ci proverei spudoratamente.

Se il Sultano mi dicesse che mi ha tradita con lei, gli farei la ola.

Per cui, quando ho letto e sentito le cattiverie che sono state dette al riguardo, mi sono innervosita.

Cioè, stà ragazza quello è: bella bella in modo assurdo. Ha speso fior fior di soldi per essere quella che è. Quello che fa nella vita è apparire.

E vi meravigliate se si presenta mezza nuda?

Certi commenti mi sono puzzati un pò di invidia mista a bigottismo (?) bello e buono.

Io, se avessi il fisico della Belen, andrei con quell'abito lì pure a fare la spesa all'Esselunga (con la benedizione di mia Nonna, per giunta).

 

E poi, lasciatemelo dire: ho trovato mille volte più scandalosa la standing ovation del pubblico dopo il discorso banale e retorico di Siani (preceduto da battute sentite e risentite) della "farfalla" di Belen...

 

Ci manca solo che stasera vinca Gigggi D'Alessio e il quadretto è completo.

 

PS. Io spero che vinca Arisa.

O Renga.

O Noemi.

O Carone/Dalla.

O Nina Zilli.

 

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Alla faccia di San Valentino

Oggi pomeriggio, incontro casuale con una mia conoscente, che non vedevo da circa un paio d'anni.

La ragazza in questione credo abbia 21/22 anni ed è molto carina.

Vabbè, magari non brilla di simpatia (come d'altronde la sottoscritta), ma si sa, nessuno è perfetto.

Comunque.

Seguo la scaletta del caso: Finto stupore nel rivederla e ancora più finto entusiasmo, bacetti sulle guance, frasi di circostanza (COME STAI-MA PENSA, LAVORI QUI- TI TROVO DAVVERO BENISSIMO- SI, IO LAVORO SEMPRE AL CHARITA) e fintissimo interesse nella sua vita privata, in particolare sulla sua situazione sentimentale.

"Ma sei sempre fidanzata con Tizio?" chiedo solerte, veleggiando indisturbata verso l'oscar.

"Ma si, Vale", risponde lei, con l'entusiasmo di un condannato a morte, "ORMAI sono 3 anni che stiamo insieme..." e, come se non bastasse, udite udite, fa spallucce.

Della serie "stà croce ce l'ho e la devo portare".

Ora, partendo dal presupposto che, per quanto mi riguarda, nel vocabolario di una ventenne, la parola "ormai" non dovrebbe nemmeno esistere, mi chiedo: ci si può "rassegnare" a stare con una persona? ci si può "arrendere" ad una vita che non sentiamo nostra? possiamo fingere un ruolo che non ci appartiene (e non parlo dei 5 minuti sopraccitati di un incontro casuale).

No, non si può. NON SI DEVE.

Nè a 20 anni, nè a 30, nè a 40, nè a 50, nè a 60, nè a 70 e nè, alzheimer permettendo, a 80, 90 o 100.

Come disse uno dei miei più cari amici, Rent : SCEGLIETE LA VITA.  

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Il doudou

Come molti bambini, Ayda ha un doudou dal quale è dipendente. Senza Sevinc (questo è il suo nome) la Gughi non dorme, e, fosse per lei, non se ne staccherebbe mai -cosa che, come potete vedere dalle sue condizioni , accade molto raramente. Siccome siamo terrorizzati all'idea di perderla, quando usciamo non la portiamo mai con noi, a meno che non siano implicati lunghi viaggi in macchina o giornate intere fuori di casa. Ed in quelle occasioni, stiamo più attenti affinché quel brandellino di stoffa torni a casa con noi, che nostra figlia non si perda tra la folla. Col senno di poi, è ironico che abbiamo deciso di chiamare il doudou proprio "Sevinc" (che in turco vuol dire "Felicità"). A sapere come sarebbe andata a finire dopo meno di due anni, lo avremmo chiamato "Ansia", "Terrore" o "Iochenonvivopiudiunorasenzate". Comunque. Venerdì scorso per la prima volta ho preso il treno da sola con Ayda, per andare a Bologna. Ho deciso di portare con noi anche Sevinc soprattutto perché, per praticità, al passeggino ho preferito il marsupio ergonomico. Avevo assicurato il lercio doudou ad un nastro che ho poi legato alla cinghia del marsupio. Naturalmente, l'idea, che a me pareva geniale, si è rivelata assolutamente inutile, visto che Ayda continuava a chiedermi di liberare la sua amica. Arriviamo a Bologna, e dopo aver controllato 2877 volte che Sevinc fosse ben assicurata a me (e solo mezza volta che mia figlia stesse comoda e ben coperta) scendiamo dal treno. Va tutto per il meglio. Ci incontriamo con Maria, facciamo una passeggiata tra le bancarelle della Montagnola e trovo, senza nemmeno dover spulciare, una magliettina Happiness da bimba a 50 cent. Portiamo la Gughi a giocare sulle giostrine ed a sguazzare nel fango, e facciamo una sosta in un bar carinissimo, il Naama Cafe', che Ayda ha messo sottosopra tra gli sguardi benevoli e comprensivi dei camerieri. Usciamo e stavo proprio dicendo a Maria quanto mi ci volesse proprio quella giornata, e quanto fossi felice che tutto stesse andando per il meglio, quando Ayda inzia a dimenarsi. Mentre sono lì che cerco di capire cosa sia successo, mi sento bussare sulla schiena. "Escusa" mi dice una ragazza sulla diciottina, porgendomi, un po' schifata, diciamolo, Sevinc, che si era staccata dal gruppo. "Oddio!" Le dico io, manco mi stesse porgendo un biglietto d'amore di Luca Argentero, "Grazie!" . Lei mi guarda stupita da tanto entusiasmo, ed io la abbraccio. Si, signore e signori. Fino a un paio di anni fa se avessi abbracciato una perfetta sconosciuta per le strade di Bologna, sarebbe stato in seguito all'eccessivo tasso alcolico nel sangue, invece ora dimostro sincera e affettuosa gratitudine a chi mi raccatta un pezzetto di stoffa lurido. Mi piace però pensare che quella stessa ragazzina che qualche giorno fa avrà raccontato alle sue amiche che una signora pazza l'ha stretta a se per averle restituito una pezzuola che aveva perso, fra molto anni diventerà mamma e capirà che quella piccola gentilezza ha significato ancora tante notti tranquille per una bimba. E per la sua mamma :) 
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A proposito di Instagram

Da qualche mese il mio social preferito è Instagram. Ci passo delle ore, a farmi scorpacciate di bimbi paffuti e sorridenti.
Che vi devo dire.
Sul blog ormai capito quasi per caso, non lo abbandono più che altro per romanticismo.
Facebook lo tollero sempre meno... O meglio, tollero sempre meno i post razzisti, gli ignoranti che pubblicano notizie false senza verificarne la fonte, i Grillini, gli omofobi, i nostalgici del Duce, le foto ritoccate di Gabriel Garko a torso nudo, le preghiere e quelli che chiedono like per i bambini down.
Così navigo in Instagram, a sbavare su città lontane e paesaggi da fiaba, ma anche su junk food che ti fanno alzare il colesterolo anche solo a guardarli, e mobili e complementi d'arredo che non potrò permettermi nè ora nè mai.
Ho anche stretto delle amicizie virtuali con qualche altra mamma che, come me, pubblica 850 foto del proprio figlio al giorno. 
Perchè, diciamocelo: Quando hai dei figli buoni, bravi, belli, intelligenti, geniali, dotati, come i nostri, è ovvio che passi il giorno ad immortalare le loro gesta eroiche, i loro sguardi languidi, i loro sorrisi e le loro smorfie irripetibili.
Però.
C'è un però.
Mi rendo conto di essere totalmente sciatta rispetto alle altre mamme.
Cioè, Instagram pullula di mamme che sono sempre perfettamente truccate, che si fanno un selfie al giorno davanti allo specchio con un outfit diverso (scarpe, borsa e accessori compresi) e che, soprattutto, hanno delle case da urlo.
E non mi riferisco solo all'arredamento costoso e ricercato, no.
Parlo dell'ordine e della pulizia.
Superfici bianche e splendenti. Tappeti immacolati. Vetri trasparentissimi.
Tavole imbandite e coordinate anche a colazione.
Pranzi e cene da diciotto portate tutte impiattate da far impallidire Cracco.
Candele a profusione.
Mensole piene di ninnoli senza un filo di polvere.
...E insomma. Un pochino inadeguata ti ci senti.
Il segreto di queste mamme, dicono loro, è di non aver mai smesso di essere donne, per essere mamme.
Quindi io che DONNA non mi ci sono mai sentita? Posso ancora sperare in un futuro fatto di rossetti, tacchi alti e una casa a prova di acaro? 
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Tornate sui vostri passi

Non so se sia la maternità, che rende più saggi. 
Forse, molto più semplicemente, se sei felice, realizzata e in pace con te stessa, sentimenti come odio, rancore e vendetta ti sembrano quanto di più lontano possibile.
Se siete stati così stupidi da esservi allontanati da qualcuno per semplice orgoglio, tornate sui vostri passi.
Se addirittura non ricordate nemmeno più la ragione per la quale avete smesso di parlarvi, tornate sui vostri passi.
TORNATE SUI VOSTRI PASSI.
Fatela, quella chiamata.
Inviatelo, quel messaggio.
Richiedetela, l'amicizia su facebook.
Incontratevi, anche solo per un caffè.
Abbracciatevi, respiratevi, guardatevi negli occhi.
Verrete ripagati.
A me è successo.
Ed è come se non ci fossimo mai separate.
(E non immaginate nemmeno quanto mi senta idiota per quei 15 anni di silenzio).

Cose da femmina

Questo post avrei anche potuto intitolarlo "quelle cose che noi mamme di bambine (o comunque molte di noi) siamo stanche di sentirci chiedere.

MA PERCHE' LA VESTI COME UN MASCHIETTO? Puntualmente, se Ayda non è vestita di rosa dalla testa ai piedi, incontri sempre il genio che ti dice "ma che bel bambino!". "Grazie, è una bimba" e stai tranquillo che quello/a che ti risponde "Aaaaah, scusa è che vestita così mi sembrava un maschio!" lo trovi, molto,più spesso di quanto immagini.

PERCHE' LE HAI TAGLIATO I CAPELLI? ADESSO SEMBRA UN MASCHIO! Eh, devi scusarmi se non ce la facevo proprio a sopportare di vedere mia figlia, con 40 gradi, grondare sudore ed avere perennemente i capelli sulla fronte e sulla nuca fradici. D'altra parte hai ragione: è una femmina, dovrei già abituarla ad una vita di sofferenze inutili.

PERCHE' LA FATE GIOCARE CON LE MACCHININE? Perchè, se vado in un negozio di giocattoli e mia figlia si illumina alla vista di una macchinina come succede a me con James Franco, cosa dovrei fare? Ignorarla? Dirle "cacca" e metterle in mano una bambola? 

Ma vi rendete conto che nel 2015 siamo ancora schiavi di stereotipi che manco negli anni '50? 

Stai tranquilla Gughina mia, che la tua ruspa non te la toglie nessuno.
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Meglio cambiare, nè?!

Nelle ultime settimane mi è capitato di incontrare due persone alle quali sono stata molto legata in passato.
Erano anni (e anni!) che non ci vedevamo ed entrambe mi hanno detto "Non ti avevo riconosciuta per quanto sei cambiata!".
Lì per lì ci sono rimasta un pò di merda, soprattutto perchè loro invece a me son sembrate identiche a come le avevo lasciate anni fa. 
Perfettamente fedeli anche nello stile, nella pettinatura, nel modo di muoversi e di parlare.
Invece poi ho pensato: MA MENOMALE CHE SONO CAMBIATA COSì TANTO!!! 
Menomale che mi vesto in maniera diversa. Menomale che ho tagliato i capelli, menomale che ho una borsetta di 12 kg urlante sempre attaccata al collo (in realtà adesso è un trolley, visto che cammina ma ancora mano nella mano con me). Menomale che ho qualche ruga in più e qualche piercing in meno.
Mi hanno sempre inquietato quelle donne che si pettinano, vestono e truccano alla stessa maniera dal 1998, che ti verrebbe da chiedergli se hanno uno stock di ombretto color madreperla in cantina o se non si struccano da 17 anni, Diobono.
Quelle che hanno superato i 30 eppure non si arrendono e continuano con i selfie con la bocca a culo di gallina.
Quelle che ti dicono "sei cambiata" come se fosse un rimprovero.
Perchè sicuramente la quindicenne che ero non sarebbe invidiosa della trentenne che sono oggi.
Ma è piu importante che la trentenne che sono (o meglio, che sarò fra poco meno di 4 mesi) sia fiera di se stessa.

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Il doudou