Le cose che odio di te, Istanbul

L'idillio è finito.

Dopo 3 mesi di vita coniugale, hanno iniziato a venir fuori le magagne, i difetti, i litigi.

Naturalmente parlo di me ed Istanbul, che avete capito.

Quindi, ho deciso che invece di scrivere l'ennesimo post di elogio alla città in cui ho scelto di vivere, vi parlerò delle cose che proprio non sopporto.

Inizialmente il post avrebbe dovuto intitolarsi "10 cose che odio di te", ma buttandole giù non sono riuscita ad elencarne più di 7 (e menomale!).

 

1. L'INESISTENZA DELLA PIZZA. Naturalmente la città pullula di pizzerie Domino's, Pizza Hut ecc, e ci sono anche pizzerie più o meno passabili (specialemente quando sei in crisi d'astinenza). Ma io parlo di pizza vera, sottile, nel forno a legna, con la mozzarella e i bordi bruciacchiati. Ok. Sto piangendo.

Mi hanno detto esserci una pizzeria molto buona nella parte asiatica della città, e c'è un Fratelli La Bufala a Nisantasi ma penso che dovrò essere in crisi d'astinenza buia per arrivarci perchè, il punto numero due è proprio il:

 

2. TRAFFICO. Se uno non lo vede non ci chiede. Il traffico ad Istanbul è caotico, disordinato, esasperante. E per una come me che soffre il mal d'auto è semplicemente insopportabile.

 

3. LA CARENZA DI VERDE. Mi mancano da morire il Parco Amendola, il Parco della Repubblica, i due parchetti dietro casa. Mi mancano le aree di sgambamento recintate. Mi manca poter portare i cani a passeggio tranquillamente senza il rischio che mangino resti di grigliate, pane, pasta e Dio solo sa cos'altro.

Si, perchè per i turchi ogni spazio verde (anche le rotonde in tangenziale, e non è un modo di dire) sono il posto ideale per "accamparsi" con tanto si samaver per il tè, carne grigliata e compagnia bella. Senza pulire quando vanno via, ovviamente. Così finisce che un parco bellissimo come quello del lungomare di Kennedy Caddesi il lunedì mattina è un tappeto di sporcizia e il sabato e la domenica è letteralmente impraticabile. Peccato.

 

4. GLI ORARI DI LAVORO. O, come sopra, la loro totale inesistenza. Sai a che ora inizi di lavorare ma non sai a che ora finisci, non sai quando e SE riposarai durante la settimana (o il mese!) e lo stipendio non è minimamente proporzionale alle condizioni di lavoro.

 

5. I PREZZI DEI GIORNALI E DEI LIBRI. Altissimi, oserei dire inaccessibili. Sono un lusso, e non è giusto. Spero con tutto il cuore di essere diventata ricca quando sarò in grado di leggere in turco, altrimenti non so davvero come farò.

 

6. I TURCHI CHE NON HANNO MAI LETTO UN LIBRO DI ORHAN PAMUK E NE PARLANO MALE. Non avete idea di quanti ne abbia conosciuti (e uno me lo sono pure sposato, mannaggia). Ne parlano malissimo, scendono nei dettagli di quello che loro credono abbia scritto e quando gli chiedi "Ma, scusa, quanti e quali suoi libri hai letto?" ti rispondono "Nemmeno uno, mi rifiuto di leggerli". Mah.

 

7. IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Non lo nomino nemmeno. Ma sappiate che lo odio. Lo odiavo in tempi non sospetti e lo odio adesso. Degno amico di Berlusconi, dico solo questo.

 

...Magari fra 2 mesi vi trovo altri 7 difetti. Ci risentiamo.

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Commenti: 1
  • #1

    Francesco Piantedosi (giovedì, 18 dicembre 2014 13:24)

    Concordo con te. Istanbul è invivibile non solo per chi vi risiede, ma anche per chi semplicemente vi soggiorna come turista. E poco importa se ci sono meraviglie come il Topkapi, Santa Sofia e la Moschea Blu